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Le auto a idrogeno sono il futuro? 20 anni fa Opel HydroGen1 era già realtà

Opel HydroGen 1 (2000)
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Alla fine degli Anni Novanta, Opel avviò un articolato programma di sviluppo di futuri veicoli a fuel cell, incentrato sulla realizzazione di una serie di prototipi sviluppati sulla base della monovolume compatta Opel Zafira che proprio in quegli anni faceva la sua apparizione sul mercato.

Nell’ambito di tale programma, il 1 Maggio 2001, il prototipo Opel HydroGen1 stabilì 11 record internazionali sul circuito di prova di Mesa, nei pressi di Phoenix, in Arizona, in condizioni ambientali particolarmente difficili (35°C di temperatura nell’aria e 65°C sull’asfalto).

Ciononostante, il veicolo alimentato ad idrogeno di Opel stabilì una serie dì nuovi record su distanze differenti (un’ora, 6 ore, 12 ore, 24 ore, 10 chilometri, 10 miglia, 100 chilometri, 100 miglia, 500 chilometri, 500 miglia e 1.000 chilometri). Nel corso delle 24 ore percorse complessivamente 1.386,906 km, pari a 172 giri del circuito di Mesa. Al volante di HydroGen1 si alternarono i componenti di un gruppo internazionale di giornalisti specializzati e di ingegneri del Centro Globale per le Fonti Energetiche Alternative, che proprio a Mesa avevano lavorato sul progetto fuel cell. I risultati evidenziarono chiaramente i progressi compiuti negli ultimi tempi dai tecnici del centro ricerche Opel, costituito due anni prima, con il compito di studiare i sistemi di propulsione del futuro.

I tentativi di record facevano parte di un più ampio programma di prove cui il prototipo era sottoposto da aprile 2001. «Il nostro piccolo gruppo di lavoro è molto soddisfatto dei risultati ottenuti in questi giorni» commentava all’epoca Udo Winter, ingegnere-capo del centro ricerche. «Pensiamo che sia una grande cosa quella che siamo riusciti a realizzare in un lasso di tempo così ristretto». Nelle quattro settimane di prove, HydroGen1, che era spinta da un motore elettrico alimentato da una serie di pile a combustibile ad idrogeno puro, percorse una distanza di circa 10.000 km. Questo prototipo a 5 posti aveva a bordo molti strumenti di rilevazione per consentire agli ingegneri del centro ricerche di tenere sotto controllo le componenti elettriche, gli organi meccanici e di trasmissione e le prestazioni del veicolo in condizioni di caldo estremo.

Le rilevazioni furono effettuate durante prove diurne e notturne a velocità periodicamente variate di 80, 90 e 100 km/h. Era solo l’inizio di un mastodontico programma di prove cui HydroGen1 sarebbe stata sottoposta e che prevedeva complessivamente circa 150 cicli di prove differenti, ciascuno dei quali rispondeva ad esigenze specifiche dell’intero veicolo oppure di singole componenti. Si andava dalle prove di durata ad altre nelle quali determinate parti del veicolo furono sottoposte a collaudi oltre i loro limiti normali. Tutte le prove furono inoltre effettuate con un fattore di tempo accelerato. Ciò significa che, al fattore massimo 75, l’usura che si sarebbe riscontrata nel corso di un km corrispondeva a quella che si avrebbe avuto in 75 km di normale impiego quotidiano. Le prove furono effettuate su 13 circuiti automobilistici e centri prova di 5 continenti.

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