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Peugeot 404: compie 60 anni la creatura di Pininfarina

Peugeot 404 Cabrio
Tempo di lettura: 3 minuti

La Peugeot 404 festeggia nel 2020 i 60 anni dall’esordio sul mercato internazionale. Scopriamo la sua storia, il design e i motori.

Sostituisce la precedente Peugeot 403 ed è caratterizzata da una linea disegnata da Pininfarina con montanti sottili, linee di fiancata lisce, pinne posteriori e cromature che strizzano un po’ l’occhio a ciò che accade oltreoceano. Come da tradizione della Casa del Leone, alla versione berlina vengono affiancate le versioni cabriolet (anche con hard-top) e coupé, prodotte presso gli stabilimenti Pininfarina con la meccanica montata però a Sochaux, quartier generale della Casa transalpina.

Oltre alle classiche versioni alimentate a carburatori, la 404 è disponibile anche in versione ad iniezione per offrire ai clienti dell’epoca ancora maggiori prestazioni. Non mancano poi le indistruttibili motorizzazioni Diesel, da sempre presenti nei listini della Casa e pensate per i grandi viaggiatori. Novità interessante, l’introduzione (per lo meno all’inizio) dei freni a tamburo con servofreno Hydrovac.

La Peugeot 404 venne presentata ufficialmente nell’aprile del 1960, alle porte del centro di produzione di Sochaux, cosicché gli operai addetti alla produzione potessero vedere il frutto del loro lavoro. Si trattò del primo step di un progetto nato ancora prima del 1960, dalla collaborazione di Pininfarina per lo studio dello stile della precedente Peugeot 403. Alle sapienti mani del designer italiano venne affidata anche la produzione dell’intera gamma turismo della 404.

Vettura dalla linea molto filante e moderna, venne anche prodotta nelle colorazioni più ardite: arancione acceso, grigio tortora e blu laguna, colori inconsueti fino ad allora, ma in linea con il clima positivo che si respirava in quell’epoca. Anche gli interni non erano da meno e proponevano tinte coraggiose come il grigio chiaro, il rosso ed anche il blu-verde, mentre la plancia assunse un aspetto estremamente moderno.

Il motore della Peugeot 404 fu un’evoluzione del motore della 403, ma potenziato (grazie ad una cubatura di 1.618 cm3 contro i 1.468 della 403); particolare fu la sua sistemazione nel vano motore in quanto venne posizionato non più in verticale, ma leggermente inclinato per limitare l’altezza del vano motore.

Nell’ottobre 1961 Peugeot presentò al Salone dell’auto di Parigi la versione Cabriolet della 404 e l’anno successivo vide la luce anche la carrozzeria coupé, una novità per la serie 04. Per suggellare la collaborazione con Peugeot, Pininfarina appose il suo stemma sulla fiancata del modello, sia delle coupé che delle cabriolet. Nel confronto tra le due, inoltre, fu la prima volta che la versione coupé raggiunse uno stile e un carattere ancor più appagante della cabriolet.

Il 1966, infine fu un anno importante che vide una importante novità stilistica sul frontale della 404 Coupé: la griglia accolse infatti i nuovi fari di profondità, innovazione che non fece che incrementare il successo della vettura. Con la comparsa nel settembre 1968 della 504 Coupé, la 404 Coupé venne ritirata dal mercato. La produzione di 404 proseguì fino al 1975 in Europa mentre la versione pick-up arrivò addirittura fino ad ottobre 1978.

Nel corso degli anni furono tante le versioni disponibili nella gamma 404, perché oltre alla versione berlina, alla coupé e cabriolet entrambe in grado di ospitare quattro occupanti, vennero introdotte in gamma anche la versione familiare addirittura a 7/8 posti e la versione Commerciale a 5/6 posti. Non mancò poi anche la versione furgonette, vale a dire la derivazione commerciale partendo dalla configurazione vettura, ma con 2 soli posti. Fu anche disponibile la versione telaio cabinato, ma anche una versione ambulanza.

La Peugeot 404 fu un ottimo successo e a confermarlo ci sono i numeri relativi alle vendite: 2.885.377 esemplari totali, di cui 1.672.395 con carrozzeria berlina, 10.387 Cabriolet, 6.837 Coupé ed il restante diviso tra pick up e cabinati, commerciali e familiari.

Pilota professionista

Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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