martedì, 18 settembre 2018 - 19:11
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Sponsored Video: Lexus CT 200H

Tempo di lettura: 3 minuti.

“Micro hybrid, parallel hybrid, mild hybrid, hybrid plug-in e HybridComeLoVuoiTu. Ne esistono di diversi tipi ed ognuna con una sua caratteristica. Ma alla base c’è una ed una sola particolarità che le accomuna. Starete pensando alla innovativa propulsione. Invece no. Tutte condividono il numero di vendite in Italia: pari a zero.” Così recitava il mio professore di Sistemi Ibridi Applicati all’Automobile durante una delle lezioni introduttive. Una frase che potrà far sorridere ma che purtroppo è tristemente vera. Perché qui in Italia ed in generale in Europa non ci crediamo come nel resto del mondo?

Raffinatezze tecnologiche, ma a caro prezzo

Proprio così, l’oggetto di questa prova è la nuova Lexus Ct200h, presentata da circa un anno in un segmento molto agguerrito che si combatte a suon di tecnologia e stile. E cosa pretendere di più dalla nuova piccola giapponesina? In questi due frangenti potrebbe fare vittime come una mietitrebbia in un campo di grano grazie alla sua propulsione ibrida derivante dalla ormai famosissima Prius ed all’elegante ed altrettanto sportiva carrozzeria esterna. Vista da fuori ben poche persone ne rimangono indifferenti, soprattutto se poi la macchina si presenta in livrea bianca, con cerchi da 17 pollici(offerti di serie in questa versione full optional denominata Luxur) ed i led anteriori accesi.
La stessa aria di sportività e raffinatezza la si respira nell’abitacolo, non molto spazioso soprattutto nei posti dietro dove il soffitto un po’ basso fa a pugni con i più alti, ma ben accessoriato e dal design moderno. Stupisce un po’ la qualità delle plastiche, solo discreta se si considera il marchio della vettura, ed ancora di più l’innumerevole quantità di pulsanti e rotelline che gestiscono l’impianto audio e la climatizzazione: difficile premere il bottone giusto senza distrarsi dalla strada. Un’ergonomia dei comandi che va a contrastare l’ottima scelta di dotare il navigatore satellitare (optional offerto nel Platinum Pack di cui era provvista la nostra vettura offerto all’esorbitante prezzo di 5.400 euro) di un mouse, perfetto da impugnare alla guida, facilissimo da usare e che consente di muoversi virtualmente tra i vari menù in tempi ridottissimi. All’interno di questo pacchetto è inoltre incluso un impianto audio Mark Levinson®Premium Surround, che con i suoi 13 altoparlanti è in grado di sputare fuori decibel su decibel senza alcuna remora, diventando una vera e propria arma di distruzione di massa.

Full Hybrid

Ma veniamo al “cuore” della vettura, quello che più interesserà gli Autoappassionati. Per questa vettura abbiamo un 1.8 a benzina a ciclo Atkinson da 99 cavalli accoppiato ad un motore sincrono che fa salire la potenza totale a 136 cavalli con una coppia di 142 Nm a 4000 giri/min. Non appena premuto il tasto di accensione si rimane positivamente meravigliati dalla totale assenza di rumore. Ma basta innestare la marcia con il nuovo joystick del cambio per capire che la macchina è attiva e presente. Se il motore è caldo e le velocità di percorrenza sono basse, è persino facile percorrere diversi chilometri con il solo motore elettrico (funzione attivabile anche con il pulsante “EV mode” che privilegia ogni qualvolta possibile il solo motore elettrico): è una goduria leggere sul computer di bordo il consumo istantaneo pari a 0. Roba da creare dipendenza. E non appena la richiesta di potenza è superiore alle capacità, ecco che il motore termico entra in azione con una velocità che farebbe invidia a Flash Gordon, coadiuvato dalcambio CVT a variazione continua che, a seconda della velocità e della richiesta di carico, mantiene i giri del motore prossimi a quelli del punto di miglior efficienza. Un modo per dire che anche quando vai a benzina, lo fai nei migliori dei modi. E difatti i vantaggi di questo full hybrid non sono percebili solo in città, dove mediamente si percorrono 15 km/l, ma anche e soprattutto fuori città ed autostrada. Non ve lo aspettavate vero? Sarà per la buona aerodinamica o per l’eccezionale efficienza del ciclo Atkinson paragonata a quella dei comuni propulsori a benzina, fatto sta che vedere i 19 km/l non è un miraggio, anzi. L’unica nota stonata in questi frangenti è rappresentata dal rumore, piuttosto invadente in caso di piena accelerazione dato che il gruppo trasmissione mantiene insistentemente il propulsore nella parte alta del contagiri. Eccezionale poi il controllo dello Start and Stop, che si attiva anche a velocità elevate non appena si rilascia il piede dall’acceleratore, lasciando veleggiare la macchina sul nastro d’asfalto.

Derivata dalla Auris…

Lexus è il brand di lusso di Toyota, tutti lo sanno. Difatti questa Ct200h altri non è che una cugina, nemmeno troppo alla lontana, della Auris HSD. Stesso gruppo meccanico/ibrido, ma una diversa meccanica dello chassis. Questo si traduce in una migliore tenuta di strada, davvero inaspettata per l’immagine che si era creata questa vettura. Staccata, sterzata netta, traiettoria precisa con il posteriore che segue fedelmente l’anteriore ed uscita di curva con un leggero ed omogeneo sottosterzo, facile da controllare. E se poi si preme il tasto Sport, lo sterzo si irrigidisce, il motore elettrico viene sfruttato per massimizzare le prestazioni e l’acceleratore diventa sensibile. Peccato solo che la potenza in gioco sia relativamente esigua, almeno se comparata alla bontà telaistica della giovane Lexus che potrebbe sopportare propulsori più spinti. Inutile spingerla più del dovuto, meglio apprezzarne “l’energy saving”.

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Autore: Redazione Autoappassionati.it

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