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Test – Ford Focus wagon

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La nuova Ford Focus SW riprende il Kinetic design introdotto già diversi anni fa su modelli di gran successo come il Kuga o l’S-Max e lo ripropone in una veste nuova, a tratti più sportiva.

Rivoluzione necessaria, soprattutto nel settore delle station wagon segmento C, da sempre molto affollato dai car maker e che richiede una continua innovazione per evitare che i modelli meno originali vengano presto dimenticati dal pubblico. Ma Ford non si è limitata a questo e per la nuova Focus prova a stupire puntando sull’elettronica volta alla sicurezza attiva.

A prima vista la nostra Focus piace subito, merito anche della colorazione Candy Red, optional da 750,00 €, che ben si sposa con le linee dinamiche della vettura e con il grintoso frontale. Un tocco di colore e di vivacità raro a vedersi su una station wagon, macchina su cui solitamente è il grigio, con le sue varie tonalità, a predominare. Se vi sembra caro l’optional vi sbagliate, perché se ben si analizza l’offerta di Ford si scopre che tutti i colori, pastelli compresi, sono a pagamento, quindi se alla cifra sopra citata si sottrae il costo di un qualsiasi colore “base” si ottiene all’incirca il prezzo di un normale metallizzato extraserie. Ma saliamo a bordo, dove anche qui ritorna il temo del dinamismo, sottolineato da un volante che ben rende l’idea della tridimensionalità. I tasti sono molti, forse troppi e ci si mette un po’ per familiarizzare con tutto, ma poi, una volta che ci si prende la mano, l’ergonomia non è poi così male e ci si sente a proprio agio. Non soddisfa appieno il sistema di navigazione integrato nella plancia (optional da 750 euro) che risulta un po’ datato nella grafica e nel funzionamento, per il quale bisogna ricorrere ad una manopola posta sulla console centrale, piuttosto scomoda da raggiungere dal guidatore e che potrebbe distrarre facilmente.

Rispetto alle concorrenti vanta, come preannunciato, una fitta serie di dispositivi elettronici di sicurezza attiva; sistemi che spesso, al momento dell’acquisto, si tende a trascurare per risparmiare ma che a volte possono fare la differenza e salvare la vita. Stiamo parlando del Driver Assistant Pack che comprende l’attivazione automatica della frenata in città, il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco, il controllo del livello di attenzione del conducente, gli abbaglianti automatici, il sistema di assistenza alla guida e di mantenimento della carreggiata, il riconoscimento segnali stradali e lo sbrinatore rapido, proposto esclusivamente sulla Titanium a 1250,00 € . Il Driver Alert consiste in una unità intelligente che, tramite una telecamera anteriore a lungo raggio, monitora le mosse del guidatore e le confronta con lo stile di guida degli ultimi sette minuti. Nel caso il sistema rilevi una diminuzione dell’attenzione del guidatore viene attivato un segnale di allerta che invita a fermarsi per una sosta. Ma la vera “mano dal cielo”, in caso di colpo di sonno, arriva dal Lane Keeping Aid, una sorta di sterzo attivo che corregge la direzione agendo sull’input di sterzo per mantenere il veicolo in carreggiata. Da buoni collaudatori abbiamo voluto testarne l’efficienza, che si è verificata ottima soprattutto su lunghe tratte rettilinee autostradali, dove solo la pendenza della strada può incidere su involontari cambi di corsia. Un difetto? Il cover dei vari sensori ottici installati sul parabrezza è soggetto a vibrazioni e rumorini, ed è di dimensioni piuttosto generose, tanto da infastidire la visibilità nel tre-quarti anteriore destro.

Relativamente poca utilità abbiamo riscontrato per il sistema di riconoscimento dei cartelli stradali, che, sulla Torino-Piacenza, autostrada a due corsie in cui spesso volentieri si è spettatori di eterni sorpassi sull’onda dei 90 – 91 Km/h di mezzi pesanti. Bene in questa occasione il nostro dispositivo si divertiva dare sfogo alle sue abilità leggendo le velocità riportate sui rimorchi (60 – 70 – 90 km/h).

Ma eccoci in città, la magnifica Torino, e anche qui la nostra Focus ha qualche asso nella manica per stupirci: sensore laser a infrarossi, integrato nella telecamera anteriore, controlla costantemente i dodici metri davanti al veicolo, monitorando la distanza dalla vettura che precede nel senso di marcia; nel caso questa si dovesse ridurre drasticamente, il sistema interviene frenando il veicolo automaticamente. Se la velocità è inferiore ai 15 km orari, il sistema arresta il veicolo e spegne il motore, attivando le luci d’emergenza.

Anche a parcheggiare ci pensa lei con l’automatic parking; l’abbiamo provato dando spettacolo a due incredule signore che ci guardavano mentre facevamo manovra a mani alzate.

Ma oltre tutta questa tecnologia, come va la vettura? Bene, il 1.6 TDCi con i suoi 115 Cv ha un erogazione costante ed una buona elasticità fin dai bassi regimi, pur non regalando un’eccessiva grinta. Difatti il peso piuttosto elevato mortifica le accelerazioni ed appiattisce un poco il piacere di guida: un peccato perché il telaio si è mostrato molto valido e sincero, anche nelle manovre più veloci dove solo disattivando l’ESP il posteriore tende ad allargare la traiettoria. Ovviamente la massa elevata si ripercuote anche sui consumi, non elevati in assoluto, ma superiori alla media indicata dalla casa; noi abbiamo registrato, ad andatura da codice della strada, una media di 7.0 l per 100 Km. Anche il cambio, 6 marce manuale, grazie alla sapiente distribuzione dei rapporti ben si sposa al motore sopra citato.

Tirando le somme non possiamo che fare due conti in tasca; la vettura del nostro test ( Focus Titanium 1.6 TDCi ) parte da 22.250,00 €, che lievitano fino a 25.650,00 € per i vari supplementi tecnologici. Rispetto alla concorrenza punta sulla sicurezza attiva e su una spinta interazione uomo-macchina, una sensazione difficilmente percepibile negli show room, dove invece contano il design, la qualità e lo spazio a bordo. Ma anche in questi frangenti, la nuova Ford Focus Station Wagon sa far parlare di sé.

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