mercoledì, 18 ottobre 2017 - 13:00
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Foto di Alessandro Altavilla

Test – Volkswagen CC

Tempo di lettura: 5 minuti

Chi l’ha detto che le auto pratiche e razionali debbano essere per forza brutte?

A ben vedere nessuno, ma in nome dell’ergonomia e della versatilità interna spesso il fattore estetico viene sacrificato, così ci ritroviamo circondati da insignificanti cubi con le ruote che, capienti saranno capienti, ma hanno lo stesso appeal di un’asciugatrice.

La Volkswagen CC (solo CC, niente più Passat) oggetto di questa prova, invece, riesce nel non facile compromesso di coniugare la praticità della berlina con le linee di una elegante coupé a quattro porte. Insomma, auto di famiglia da una parte, sportiva per farsi guardare dall’altra. E il tutto a fronte di un sovrapprezzo – rispetto alle varianti tradizionali – di € 4-5.000. Ne vale la pena? Scopriamolo insieme.

Fuori sinuosa, dentro seriosa

La linea filante dell’esterno è sicuramente la cifra che distingue questa CC rispetto alla Passat berlina da cui deriva. La vettura appare più bassa, larga e piantata a terra, ma il tetto spiovente non compromette l’abitabilità in altezza del divano posteriore, che può ospitare tre persone. I cinque posti a bordo sono un’ottima notizia, a Wolfsburg hanno rimediato a quello che era uno dei principali difetti della precedente generazione: i soli due posti sul divano posteriore. Oggi invece nella seconda fila tre persone possono viaggiare in maniera ragionevolmente confortevole e – restando in materia di praticità – la capienza pari a 532 litri del bagagliaio è addirittura superiore sia a quella della berlina, che della station. L’accesso al vano è da 4 porte, ma la forma regolare gli conferisce un’ottima sfruttabilità, mentre l’ampio lunotto rende le manovre di parcheggio intuitive, gli ampi montanti posteriori infatti precludono la visuale di tre quarti ma non compromettono la percezione degli spazi. Ad ovviare a queste difficoltà, in ogni caso, ci pensa la videocamera ‘Rear Assist’ presente sull’esemplare in prova e disponibile in opzione a € 366, una spesa consigliata per evitare visite indesiderate dal carrozziere. È da vera grand tourer premium il look esterno di serie, caratterizzato da gruppi ottici posteriori e indicatori di direzione a LED, proiettori anteriori Bi-Xeno, cerchi in lega da 17″ e finiture cromate anteriori, laterali e posteriori.

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L’abitacolo è la parte meno caratterizzata in chiave sportiva e, forse, meno adeguata al senso di lusso che la Volkswagen CC emana. La plancia riprende fedelmente la componentistica e le forme della ‘sorella’ Passat: se dal punto di vista delle finiture l’esecuzione è impeccabile, lo stile ed i materiali stonano un po’ con le aspirazioni premium del modello. Intendiamoci, è questione di spaccare il capello in quattro, perché l’ergonomia è eccellente, la disposizione dei comandi razionale ed intuitiva, i gadget tecnologici (spesso pagando) ci sono tutti e l’allure di qualità a bordo è di ottimo livello. Ma l’ampia superficie di plastica della plancia, l’orologio al centro della consolle dall’aspetto cheap e qualche plastica dura di troppo nelle portiere e nel tunnel centrale stonano con l’impressione dell’insieme. A compensare queste pecche nello stile ci pensano i magnifici interni bicolore in pelle Nappa traforata, con climatizzazione attiva e funzione massaggio del conducente. Costano la ragguardevole cifra di € 2.629, ma fanno fare un notevole salto di qualità agli interni, garantendo una seduta principesca, un corretto contenimento ed un comfort di viaggio da divoratrice di chilometri. Sul fronte della sicurezza e tecnologia questa CC offre tutti i gadget che si possano desiderare su un’auto di questo livello: sono di serie il sistema elettronico di rivelazione della stanchezza, l’indicatore di pressione pneumatici, il computer di bordo Plus, il freno a mano elettronico e i sensori di parcheggio davanti e dietro. Scorrendo la lista degli optional, invece, è possibile aggiungere l’ottimo navigatore satellitare RNS 510 (€ 1.908), il cruise control adattivo con Front Assist e sistema di frenata City (€ 1.192) e l’assistenza al mantenimento di corsia con sensore di angolo cieco (€ 1.048).

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Bassi consumi e piacere di guida con il 2.0 TDI 140 CV

L’unità propulsiva presente sull’esemplare in prova è il 1.968 cc turbodiesel common rail da 140 CV a 4.200 giri/min e 320 Nm di coppia massima disponibili tra i 1.750 e i 2.500 giri/min. Non è certo un motore molto potente, i freddi numeri ci dicono che la CC in prova accelera da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi e tocca i 214 km/h di velocità massima, ma questa pastosa unità – montata su numerosi modelli del gruppo Volkswagen – si caratterizza per una spinta sempre corposa e costante e per dei consumi davvero contenuti. Insomma, nonostante le apparenze ed i 1.557 kg di peso in ordine di marcia della CC, il TDI da 140 CV muove senza imbarazzi la vettura e si accontenta in media di 6,5 l/100 km di gasolio, un risultato da noi rilevato a seguito di un utilizzo intenso, spesso svolto nell’ambito urbano di una città trafficata come Torino. Ad aiutare il contenimento dei consumi contribuisce senza dubbio il sistema Start&Stop di serie sui motori diesel, al plurale perché il due litri è disponibile anche nella variante da 177 CV e 380 Nm di coppia massima, che risulta preferibile, specie alla luce della bontà del telaio. Quest’ultimo infatti rappresenta una bella sorpresa: disponibile anche con regolazione adattiva dell’assetto DCC (€ 967, di serie su TDI 177 CV insieme al differenziale elettronico XDS), già nella sua versione standard si dimostra più propenso al divertimento ed alle curve rispetto a quello della Passat. Sarà una semplice questione di messa a punto, sarà un’impressione soggettiva, ma la CC sembra muoversi con maggiore agilità rispetto alle ‘sorelle’ tradizionali, pur conservando le doti di stabilità e assorbimento tipiche di una vettura più votata al comfort, che alle emozioni di guida. Lo sterzo – sotto quest’aspetto – è infatti preciso e consistente, ma non brilla né per comunicatività, né per feeling, mentre il cambio manuale a 6 rapporti ha innesti ben spaziati ed una corsa senza impuntamenti, ma non è una leva che ama farsi strapazzare.

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La sensazione generale, insomma, è quella di una vettura più incline al divertimento rispetto alle varianti con carrozzeria tradizionale, ma che resta comunque votata ai lunghi viaggi ed al silenzioso comfort di bordo, piuttosto che alla guida ‘arrabbiata’, dove mostra si mostra incline al sottosterzo ed all’intervento tranchant dell’ESP.

Poche concorrenti, ma prezzo da premium

Chi sono le concorrenti di questa CC? Per cominciare un paio sono ‘in casa’ e cioè le varianti berlina e Variant della Passat. Costano, come detto all’inizio, € 4-5.000 in meno ed offrono pressoché gli stessi contenuti. Ma se lo stile svolge un ruolo importante nella vostra scelta, allora bisogna guardare altrove. Tra le quattro porte con linee da coupé possiamo elencare la nuova Mazda6, la Mercedes-Benz CLA e la Volvo S60. La svedese e la giapponese, però, sono in fondo delle berline tradizionali con forme sportive, mentre la CLA si colloca un gradino sotto la Volkswagen per dimensioni e praticità. La CC insomma sembra non avere rivali dirette, anche perché le altre coupé a 4 porte – genere nato con la Mercedes-Benz CLS del 2004 – si collocano di norma in una fascia di prezzo decisamente superiore. Ma è proprio il prezzo un punto su cui soffermarsi: il listino della CC parte da € 34.350 per la 1.4 TSI 160 CV ed arriva ai € 41.200 della 2.0 TDI 177 CV DSG 4MOTION. La ‘nostra’ 2.0 TDI 140 CV con cambio manuale costa € 34.550, ma gli accessori presenti portano il totale a € 42.047, realistico quindi presupporre che per avere un allestimento degno dell’allure premium di questo modello sia necessario aggiungere una spesa di € 5-7.000 all’esborso di base. A questo punto la domanda è chiara: siete disposti a spendere oltre quarantamila euro per una Passat che è così bella e piacevole alla guida da sembrare un’altra automobile? Noi vi consigliamo di provare per credere.

Autore: Andrea Fiorello

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