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#TotalPerformanceTour DAY 4: in visita al Museo Peugeot di Sochaux

Foto by Samsung Galaxy S5
Tempo di lettura: 4 minuti

La prima giornata del #TotalPerformanceTour di Autoappassionati.it svoltasi nel segno del Leone di Sochaux ci ha visto impegnati nella visita all’Aventure Peugeot, “ben più di un Museo, un’avventura” che ripercorre la storia del celebre Marchio.

Il percorso si apre con un tributo ai numerosi club Peugeot presenti nel mondo, tutti accomunati dalla passione per le vetture della Casa francese, ai quali è tributata una parete che ne raccoglie i loghi. Il primo contatto con le quattro ruote avviene subito dopo: protagonista la Type 3 Vis à Vis del 1891, equipaggiata con motore Daimler e pensata per prendere parte alla Paris-Brest, nota corsa ciclistica che doveva servire da volano di visibilità. 5 anni dopo (1896) il debutto della prima unità propulsiva di concezione Peugeot, un innovativo motore orizzontale a 2 cilindri in linea capace di erogare una potenza specifica variabile da 4 a 12 CV in rapporto alla cilindrata. Dal ’96 al 1902 ne furono prodotti 1584 esemplari: prima vettura a esserne equipaggiata la Type 15 Phaeton.

È una Type 56 Tonneau, invece, ad aver partecipato nel 2007 – con altre 38 auto prodotte prima del 1904 – a una rievocazione della corsa su strada Parigi-Bordeaux-Parigi, nata per rendere omaggio agli uomini e alle macchine che hanno rivelato al grande pubblico la superiorità delle vetture motorizzate e dello pneumatico applicato all’automobile. A seguirla la Voiturette Lion Type V4C3 del 1912, a oggi l’unica Peugeot equipaggiata con un 4 cilindri a V (1725 cm³). Degli stessi anni la Type 135 Torpedo: l’esemplare esposto al Museo risale al 1911, e ha trascorso oltre 80 anni da esiliato in Australia!

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Dopo la I Guerra Mondiale, la produzione riparte dalla Type 161 Quadrilette, vettura di dimensioni contenute e dai bassi costi di gestione (5 l/100km), che si contrapponeva all’opulenza della Type 153 Bra Limousine 3000 di cilindrata. È all’inizio degli anni trenta, con la 201 Berline, che si apre la strada alle vetture moderne e si dettano le regole della nuova nomenclatura Peugeot. In quest’ottica, la 601 Roadster è un’autentica pietra miliare: l’alto di gamma della Casa francese parla il linguaggio della sportività, grazie al 6 cilindri in linea che trova spazio nel vano motore e allo schema di sospensioni anteriori a ruote indipendenti. Spetta alla 302 Special Sport, frutto della collaborazione tra Peugeot e il suo concessionario parigino Darl’Mat, il titolo di reginetta dell’epoca. All’interno dell’Aventure trovano spazio ben due esemplari, uno dei quali vincitore di categoria (2 litri) alla 24 Ore di Le Mans del 1938.

È la 203 Berlina l’auto del rilancio Peugeot al termine della II Guerra Mondiale. Presentata al Salone di Parigi del 1948, era equipaggiata con un 1200 4 cilindri da 42 CV e segna il ritorno del Leone tra i grandi costruttori internazionali. 3 anni dopo, nel 1951, debutta la prima Peugeot disegnata da Pininfarina: è la 403, e il suo successo si proietta di là delle più rosee aspettative, con oltre 1.200.000 esemplari prodotti dal lancio. La 403 diesel è, inoltre, la prima vettura a gasolio prodotta in serie dal Costruttore francese dal 1959.

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La collaborazione con l’importante carrozzeria torinese diventa un punto cardine all’inizio degli anni 70: la 404 Cabriolet viene modellata interamente nel capoluogo piemontese, ed equipaggiata in seguito con un 1600 benzina che nella versione a iniezione si avvicina ai 100 CV di potenza massima. Prima di proseguire è necessario citare la 204 Cabrio, prima Peugeot a disporre di trazione anteriore e prima auto francese a montare un motore in posizione trasversale, e la 504 Coupé: quest’ultima equipaggiata con un V6 a iniezione da 140 CV.

Il decennio ’80 ci introduce di diritto nel mondo delle competizioni. È la 205 a farla da padrone: nell’84 con la Turbo 16 a motore centrale-posteriore e trazione integrale, versione stradale della vettura da rally Campione del Mondo nel 1985 e 1986. Prodotta in 200 esemplari, era destinata all’omologazione delle Gruppo B da rally. Nell’86, invece, con la versione GTi 1.9L da 130 CV, che contribuì a spingere il successo della 205 (dal 1983 al 1999) oltre quota 5.000.000 di veicoli venduti. In ambito Motorsport, al Museo è presente la 205 T16 Rallye EVO1 (Gr. B), esemplare che con Ari Vatanen alla guida si aggiudicò nel 1984 1000 Laghi, San Remo e R.A.C. Accanto a lei fanno bella mostra di sé una 504 Coupé V6 Rally Safari e la celebre 405 T16 Pikes Peak da 520 CV che proprio Vatanen portò al successo in Colorado nel 1988.

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Ed eccoci al dolce, che trova spazio comme d’habitude al termine del percorso. È un altro finlandese, Marcus Grönholm, ad associare il suo nome al logo Peugeot. Sua la 206 WRC 3 volte Campione del Mondo Rally nel 2000/2001/2002, e la 307 WRC vincitrice del Rally di Finlandia 2005 e seconda lo stesso anno nel Mondiale. Non solo rally, però, ma spazio anche alla 24 Ore di Le Mans, gara che ha visto Peugeot sul gradino più alto del podio (generale) per ben 3 volte: con la 905 Evolution (1.7 e 1.2) nel 1992 e 1993, e con la 908 HDi FAP nel più vicino 2009. Vedere le vetture Endurance da vicino è qualcosa di raro per un appassionato: poterle osservare nei dettagli e scoprirne la complessa architettura e meccanica è qualcosa che può accadere solo in un luogo di passione, come quello che ci ha ospitato durante la nostra tappa odierna.

Vi salutiamo, così, virtualmente con l’urlo del 3.500 V10 da 670 CV e 370 km/h della 905 di Brabham-Bouchut-Helary sul rettilineo di Mulsanne. Domani ci attende la visita al reparto competizioni della Casa del Leone: cercheremo di raccontarvi il dietro le quinte dell’atelier sportivo Peugeot Sport alle porte di Parigi. Seguiteci su Twitter (@auto_app) e sui canali Facebook e Instagram per tagliare con noi il traguardo del #TotalPerformanceTour di Autoappassionati.it!

di Vincenzo Attamante e Guido Casetta

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