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FEDERAUTO: appello a Letta per scongiurare aumento IVA

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Il mese di agosto si avvia alla chiusura e dal panel dell’Osservatorio Federauto si registra una sostanziale stagnazione delle immatricolazioni rispetto al 2012.

Federauto evidenzia che agosto 2012 aveva consuntivato 56.700 pezzi contro il 70.700 dello stesso mese del 2011. Quindi l’agosto 2012 aveva perso circa il 20% sul 2011. E agosto 2013, secondo le proiezioni dei Concessionari, si attesterà sui numeri 2012. Se confermato, un dato estremamente negativo in quanto si stanno ricalcando numeri risibili che portano con sé, oltre a una diminuzione significativa delle entrate per lo Stato, un forte incremento della disoccupazione nella filiera che, con l’indotto allargato, occupa 1.200.000 addetti. La Federazione stima che di questi circa la metà sono attualmente interessati da provvedimenti quali cassa integrazione, rivisitazione dei contratti, o licenziamenti.

Interviene il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi: “Lanciamo un appello al Premier Enrico Letta e ai suoi Ministri affinché scongiurino l’aumento dell’IVA. Un punto in più di Iva, che su uno Smartphone inciderebbe mediamente per meno di 5 euro, peserebbe invece su ogni auto per circa 170 euro. Negli ultimi due anni abbiamo assistito impotenti a ogni sorta di rincaro sul mondo degli autoveicoli, e infatti siamo il fanalino di coda europeo. E’ arrivato il momento di comprendere che il mercato degli autoveicoli, come quello dell’edilizia, ha delle peculiarità da soppesare, soprattutto per quello che significa per l’economia, partecipando per il 16,6% alle entrate fiscali e fatturando circa l’11,4% del PIL. Volete proprio aumentare l’Iva? Bene, ma almeno esentate da questo provvedimento gli autoveicoli. Primo, perché hanno già dato il sangue in questa crisi. Secondo, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un’ulteriore riduzione della domanda”.

Conclude Saverio Greco, vicepresidente Federauto: “All’attuale Governo chiediamo un incontro urgente con i rappresentati di tutta la nostra filiera perché l’auto, in Italia, non è solo produzione, o componentistica, ma soprattutto commercio”.

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