martedì, 12 dicembre 2017 - 17:12
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Foto di Gabriele Bolognesi

Citroën 2CV Soleil | Prova su strada

Tempo di lettura: 4 minuti

Sembra un paradosso, ma è la realizzazione di un sogno nel cassetto di un grande artista che ha ricoperto un ruolo importante nella storia della mitica 2CV. È un esemplare unico, come unica è sempre un’opera d’arte. Due i protagonisti della storia: Serge Gevin, artista, designer, grafico francese, e la Citroen 2CV.

La francese più conosciuta nel Mondo…

Una piccola, economica, robusta vettura ideata da Pierre-Jules Boulanger, a capo di Citroën negli anni Trenta, che così la sintetizzò ai suoi progettisti: “Voglio quattro ruote sotto ad un ombrello, capace di trasportare una coppia di contadini, cinquanta chili di patate ed un paniere di uova attraverso un campo arato. Senza rompere un uovo”. Era il sintetico e colorito capitolato della futura 2CV, cui lo stilista varesino Flaminio Bertoni, uno dei tre padri della futura DS (da noi provata), conferirà quella linea così caratteristica, così carica di simpatia e semplice che contribuirà a fare di questo modello una delle icone della storia dell’automobile.

A partire dagli anni Cinquanta la piccola Citroën era entrata nel cuore dei francesi e ciascuno la personalizzava secondo il proprio gusto. Perché la “Deuche” (contrazione di Deux Chevaux, ovvero Due Cavalli, quelli fiscali ovviamente), come era stata soprannominata, non era una semplice autovettura: era una tavolozza su cui disegnare se stessi, i propri sogni, il proprio immaginario.

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Nata per motorizzare un Paese in via di ricostruzione, la 2CV divenne ben presto uno stile di vita, grazie al suo look retrò ma nello stesso tempo assai simpatico, che seppe attirare intere generazioni di appassionati. Ancora oggigiorno la 2CV è un’auto ricordata con molto affetto e nostalgia. Durante gli anni del movimento hippy divenne uno dei veicoli-simbolo dell’epoca, assieme al Volkswagen Bulli ed al Maggiolino. La 2CV divenne famosa presso il pubblico anche grazie alla sua comparsa in innumerevoli film di successo, tra cui un episodio di James Bond, nel film American Graffiti e in La vendetta della Pantera Rosa, come icona di veicolo giovane, economico ed “alternativo”.

…e il designer Citroen degli allestimenti speciali.

Una tavolozza troppo invitante per non interessare il fantasioso Serge Gevin, titolare dell’agenzia Pink che si occupava dello studio dell’allestimento degli stand Citroën nelle manifestazioni più importanti. Per certi versi ricordava Flaminio Bertoni: un artista geniale “imprestato” al mondo produttivo.

Proprio da un’idea artistica di Serge Gevin nacque, quasi per gioco, la prima serie speciale della 2CV, denominata Spot, la cui carrozzeria bianca – arancio riprendeva i motivi tipici delle sedie da spiaggia. Da questa versione derivò negli anni Ottanta la 2CV Charleston, declinata nelle scale cromatiche nero/giallo, nero/rosso, doppia tonalità di grigio. Al vulcanico Gevin si devono serie speciali Citroën di grande successo come la Dyane Caban, la Visa Sextant, la 2 CV Dolly … ed altre ancora.

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È rimasta invece nel cassetto dei sogni dell’artista una 2CV davvero particolare, che lo stesso artista ha recentemente raccontato: “Deve essere bianca e gialla. La scocca bianca, i parafanghi gialli, così come il cofano posteriore e la capote. I paraurti devono essere bianchi, come le scocche dei fari (rotondi, mi raccomando), bianchi anche i cerchi delle ruote. Sul bagagliaio c’è il disegno di un salvagente e sulle portiere un cappello da marinaio ed una pipa. Guardandola, si deve pensare al cielo, al mare, al sole, alla gioia di vivere”.

Un esemplare unico da noi provato

Una 2CV che Citroën Italia ha realizzato con la supervisione di Gevin in persona, partendo dalle “ceneri” di una 2CV Club del 1982. Nata come un Frankenstein: sulla meccanica di una 2CV Club del 1982, su cui viene installata la scocca di una 2CV Charleston più recente, ma corrosa dalla pioggia e dall’incuria.

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Il motore è progettato dall’ingegnere italiano Walter Becchia, il bicilindrico boxer è longevo e resistente, ma è soggetto a notevoli escursioni termiche essendo raffreddato ad aria. Per il progetto Soleil vengono sostituiti albero motore, valvole, cilindri e pistoni della Soleil, revisionando anche la testata.

Noi l’abbiamo provata e dobbiamo dire che a dispetto dei soli 35 cv le prestazioni non sono fiacche. Complice un peso ridotto e una rapportatura adeguata. La Citroen viaggia spedita sulle strade provinciali, ma non è a suo agio un autostrada, poiché a velocità costante il motore patisce e diventa rumoroso, ma per brevi tratti riesce a raggiungere addirittura i 120 km/h.

Tra le curve poi il comportamento è originale, il rollio è elevatissimo, ma la tenuta non manca. Infatti è risaputo che è impossibile ribaltare una 2Cv. Citroen prometteva un premio a chi fosse riuscito a metterla sottosopra. L’unico modo è provare in retromarcia, perché in marcia avanti la piccola francese perde aderenza prima di sollevare le ruote interne. Le rotonde francesi? Vanno affrontate con decisione, con il corpo vettura rollato di anche 20 gradi, ma senza alzare il piede dal gas, pena un testacoda clamoroso.

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Dinamica di guida a parte, la dote migliore della piccola 2CV è sicuramente il confort: sia su ciottolato urbano, che su sterrati campestri le sospensioni a un braccio oscillante per ruota con tiranti longitudinali spinti anteriori e tirati posteriori agiscono su molle elicoidali, disposte anch’esse longitudinalmente. La frenata è lunga e ovviamente senza controlli. Curiosa la leva del cambio sulla plancia, molto ergonomica e fluida da usare. Colpisce la visibilità in tutti i lati, anche verso il posteriore.

Come consumi la 2CV registra medie paragonabili ai mezzi odierni: i 13 km/l nel misto, scendono a 10 in città e salgono a 16 in extraurbano.

I sedili sono in realtà due panche, cambio e freno a mano sono spostati in plancia. Davanti si sta bene, dietro c’è spazio in altezza anche per le persone alte o “con cappello”. La vita a bordo è sbarazzina: francese è a tutti gli effetti, inoltre si tratta quasi di cabrio: un bel vantaggio d’estate. Comodi i vetri apribili normalmente a maniglia con deflettori.

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Comprare la 2CV

Le 2CV sono famose per la loro robustezza meccanica e per le doti telaistiche come comfort e tenuta di strada. Allo stesso tempi i lamierati sono fragili e tendono alla corrosione, sia estetica che strutturale.
I controlli per un buon acquisto son da concentrarsi sulla meccanica e sul telaio. Oltre che di scocca per prevenire le infiltrazioni d’acqua. Da non trascurare l’impianto elettrico, comunque molto semplice e i freni. Capotte e sedili rotti si sostituiscono facilmente, mentre un telaio “bucato” dalla ruggine comporta una revisione profonda che supera l’investimento iniziale.

I prezzi medi dell’usato vanno da 2.000€ per gli esemplari più malandati, fino a oltre 20.000 per le versioni speciali tirate a lucido, che paiono uscite ieri dalle linee di produzione Citroen.

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Si ringrazia il Club Citroen 2CV e Derivate di Beinette, Cuneo, per l’aiuto nel realizzare il servizio.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

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