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Ferrari Monza SP1 e Monza SP2: le informazioni ufficiali

Monza SP1
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Da poche ore sono apparsi sul web alcuni scatti delle nuove Ferrari Monza SP1 e Monza SP2. Dei due modelli speciali dedicati ad una ristretta élite di appassionati del Cavallino Rampante, finora, si sapeva ben poco. Ma le informazioni ufficiali lasciano a bocca aperta. 

Le vetture rappresentano i primi modelli di un nuovo concetto di serie speciale limitata denominato “Icona”. La Ferrari Monza SP1 è studiata per regalare al conducente un contatto diretto con la strada per creare un divertimento di guida da vera sport-car, la Monza SP2 è la versione in configurazione biposto che, grazie all’eliminazione del tonneau cover e all’aggiunta di un secondo deflettore aria e di un secondo roll-bar, consente anche al passeggero di condividere la medesima emozione del conducente. 

Dalla scocca realizzata completamente in fibra carbonio si può intuire quanto le vetture siano fatte per il solo scopo di corre e sprigionare tutti i cavalli che nascondono sotto il cofano anteriore. Per la precisione stiamo parlando di un 6,5 litri V12 da 810 cavalli, il motore Ferrari più potente di sempre. La Monza SP1 (monoposto) ferma l’ago della bilancia a soli 1500 kg e promette prestazioni record con uno 0-100 km/h di 2,9 secondi e uno 0-200 km/h di appena 7,9 secondi. Neanche a dirlo, la velocità limite supera i 300 km/h. 

Ferrari Monza SP2

A sottolineare la lunga tradizione delle “barchette” di Maranello, le due Ferrari Monza SP1 e SP2 presentano forme diverse dalle supercar alle quali siamo abituati. Un esempio è rappresentato dalla completa assenza del padiglione che ha consentito di definire proporzioni uniche e ricreare l’ebrezza della velocità pura, finora riservata quasi esclusivamente ai piloti della Formula 1. Per l’appunto le dimensioni della serie speciale sono di 4657 mm di lunghezza, 1996 mm di larghezza e solo 1155 mm di altezza. 

Di grande rilievo l’introduzione del “Virtual Wind Shield”, un cupolino ideato per garantire il massimo comfort agli accoppanti deviando i flussi attraverso il quadro strumenti e il volante. 

Ardua impresa quella di riprendere il tema delle barchette da competizione, dalla 166 MM del 1948 fino alle iconiche 750 Monza e 860 Monza, esaltando il legame tra uomo e automobile. Ma, anche questa volta, il Centro Stile Ferrari, diretto da Flavio Manzoni, ha superato sé stesso. 

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