martedì, 17 Settembre 2019 - 22:41
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Defender 2020

Land Rover Defender | Salone di Francoforte 2019

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La sua storia, iniziata nel lontano 1948, sembrava essersi fermata nel 2016, dopo oltre 68 anni di carriera e 4 generazioni. Dopo tre anni di foto rubate, prototipi ripresi sui fondi più sconnessi del globo e tante voci, al Salone di Francoforte è stata finalmente presentata agli occhi del mondo la nuova Land Rover Defender, un “oggetto” iper tecnologico che si discosta dal suo passato, dove le forme rigorosamente squadrate hanno sempre rappresentato il tratto caratteristico di questa vettura. La nuova generazione sposa un sistema mild-hybrid e una tecnologia di assistenza alla guida, anche in fuoristrada, sempre più raffinata.

A colpire a prima vista guardando la nuova Land Rover Defender è sicuramente l’aspetto più dolce contraddistinto da linee più sinuose che rinnovano completamente lo stile di questo modello pronto a proiettarsi nel futuro, almeno a partire da inizio 2020 quando arriverà sul mercato. Basterebbero infatti i fari a LED e il rinnovato frontale a caratterizzare la nuova Defender.

Due sono in realtà le Defender che arriveranno all’inizio del prossimo anno, con due lunghezze diverse. Il telaio, sempre monoscocca, verrà offerto inizialmente nella versione “90”, lunga 4,32 metri, con capacità di ospitare fino a 6 posti nei suoi 2,59 metri di passo. Più lunga la Defender “110”, pari a 4,76 metri, fino a 7 posti e passo che si allunga fino a 3,02 metri. Seguiranno altre due versioni, una per scopi civili/militari (basti pensare agli eserciti o ai vigili del fuoco) e la più lunga di tutte, la Defender 130, 8 posti per 5,10 metri di lunghezza.

Se in passato il telaio era notoriamente separato dalla carrozzeria, la nuova e inedita piattaforma D7X rappresenta un cambio drastico che fa guadagnare rigidità strutturale e comfort di guida. Attenzione, senza sacrificare in alcun modo il motivo per cui è nata tre anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale: il fuoristrada.

Land Rover Defender 2020

Alta 29,1 centimetri da terra, la nuova Land Rover Defender ha dovuto sopportare e superare gravosi test in ogni condizione. Basti pensare che può guadare torrenti profondo fino a 90 centimetri e Land Rover ha già preparato una linea di accessori specifici per chi la porterà davvero lontano dalle strade asfaltate.

Tutte le versioni montano ovviamente la trazione integrale permanente con sistema Terrain Response 2, capace di ottimizzarla in automatico leggendo le condizioni del fondo. Sempre parlando di guadi (qualunque possessore di Defender almeno una volta l’ha portata in mezzo all’acqua), una specifica modalità permetterà di addolcire la risposta dell’acceleratore e di attivare il ricircolo automatico dell’aria in abitacolo. Presenti anche le

Molto utili saranno sicuramente le telecamere ad alta definizione del sistema ClearSight Ground View, così da proiettare sullo schermo centrale dell’infotainment (10 pollici) le riprese frontali e laterali, per non perdersi neanche un ostacolo. Le sospensioni sono regolabili con molle ad aria, capaci, elettronicamente, di aumentare l’altezza da terra di ben 14,5 centimetri rispetto all’altezza standard. Facendo due calcoli, si arriva tranquillamente a 43,6 centimetri da terra. Per facilitare l’accesso a bordo, l’altezza può anche diminuire fino a 20 centimetri. Sono nuovi, e tanti, i sistemi di assistenza alla guida, compresa la frenata d’emergenza e la telecamera posteriore, molto utile quando presente la ruota di scorta, vero simbolo di questo modello.

Dicevamo dell’ibrido…

Land Rover Defender
Interni molto più tecnologici per Defender: due gli schermi virtuali pur mantenendo una certa solidità nell’insieme, com’è nel carattere di questo modello.

Rivoluzione totale anche sotto il cofano: i primi motori per la nuova Defender saranno i Diesel 2.0 SD4 in potenze di 200 e 240 CV. Non mancheranno i 2.0 benzina Si4 quattro cilindri da 300 CV e sei cilindri, la 3.0 i6, da 400 CV. Proprio questo è il motore cui viene abbinato un sistema ibrido leggero con rete di bordo a 48 Volt, il classico mild-hybrid o MHEV, capace di ricaricare la rete di bordo quando la vettura è in fase di rallentamento, fornendo poi l’energia elettrica recuperata come surplus durante le accelerazioni: 0-100 km/h in 6 secondi, davvero non male per una vettura che supera abbondantemente le due tonnellate…

A seguito della commercializzazione arriverà anche un’unità ibrida plug-in (P400e Phev), capace di muoversi anche in modalità elettrica; ancora incerti i dati tecnici e l’autonomia reale.

Autore: Tommaso Corona

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