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Test – Nuova Opel Cascada

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Giunge finalmente la primavera e con essa il sole che scalda. La voglia di stare all’aria aperta pervade gli animi mentre la natura comincia il suo risveglio. Quale miglior momento per assistere alla nascita di una nuova berlina scoperta? Probabilmente ce ne sarebbero pochi altri e quindi ci siamo diretti in Costa Azzurra, luogo perfetto per provare la Opel Cascada.


Giovane ed elegante
Il design della Cascada è un’evoluzione di quanto introdotto da Astra ed Insigna, con linee tese e pulite alla ricerca di un equilibrato mix tra dinamicità ed eleganza. La scelta di utilizzare un tetto in tela in luogo dell’ormai sempre più diffuso hard top, è dovuta non solo all’esigenza di contenere il peso e ridurre lo spazio necessario ad ospitarlo nel bagagliaio, ma anche alla volontà di essere più liberi nel disegnare le forme della vettura. Il risultato è un’auto che rimane piacevole sia da aperta che da chiusa, dote comune a poche. Con una lunghezza di 4.686 mm la Cascada s’inserisce tra le cabriolet medie scontrandosi con BMW Serie 3 (4,61 m), Audi A5 (4,63 m) e Mercedes Classe E (4,70 m), rimanendo al di sopra del segmento delle compatte (VW Golf 4,25 m, Audi A3 4,24 m, BMW serie 1 4,36 m, Peugeot 308 CC 4,44 m e Renault Megane Coupé-Cabriolet 4,49 m). Avversarie importanti dunque, che ben si sposano con l’intento della casa di Rüsselsheim di collocare la sua nuova creazione nella fascia premium. Ad ulteriore conferma dell’ambizioso target è anche la presenza del solo allestimento Cosmo, il più ricco, che offre oltre ai soliti clima bizona e navigatore, anche fari autoadattivi AFL+, telecamera anteriore Opel Eye di seconda generazione (migliore riconoscimento dei cartelli stradali e avviso di superamento involontario dei limiti di carreggiata, nuovo indicatore della distanza di sicurezza e allerta incidente), retrocamera ed assistenza al parcheggio avanzata, avviso angolo cieco basato su sensori a ultrasuoni, sedili anteriori ergonomici, volante riscaldato ed assistenza alla partenza in salita. Entrati a bordo ci si ritrova in un ambiente sobrio e ben curato, senza particolari guizzi di fantasia come da migliore tradizione tedesca. Tutto è sistemato al posto giusto e dove pensereste di trovarlo, è richiesta solo un po’ di pratica per schiacciare a colpo sicuro il tasto desiderato tra i 42 (più 4 rotelle di cui una multifunzione) presenti in plancia. Questione d’abitudine, perché una volta appresa la collocazione del comando voluto ogni cosa è gestibile senza problemi di distrazione. La scelta dei materiali utilizzati rivela ancora una volta che in Opel hanno voluto fare le cose decisamente sul serio, con un abitacolo realizzato con plastiche soft touch e pelle e con la possibilità di avere sedili in pelle nappa ventilati (2.000 €), per il massimo confort anche nelle stagioni più calde. Forte dei 1.839 mm di larghezza (2.020 con specchietti aperti) e di un passo di 2.695 mm, nella Opel Cascada lo spazio per due passeggeri posteriori non manca e grazie ai 380 litri di bagagliaio (280 a tetto aperto) volendo possono trovare posto anche le valige per un weekend di quattro persone. Ultimo appunto prima di mettersi in marcia lo merita la capote che, oltre a rimanere perfettamente in tensione quando chiusa, integra un lunotto in vetro realizzato a filo con il tessuto. Davvero piacevole a vedersi.

Casc int1Motore potente, peso importante
La nostra conoscenza con la Opel Cascada ha inizio sul lungo mare di Nizza in Costa Azzurra, dove una temperatura di 20 gradi ed una lieve brezza marina ci hanno spinto a goderci la guida en plein air. Approfittando della possibilità di scoprire la vettura fino a 50 Km/h, dopo i primi metri in 17 secondi ci siamo liberati da ciò che ci separava dal sole primaverile. A muovere i 1.733 Kg della vettura sotto il cofano c’era il nuovo 1.6 SIDI Turbo Ecotec da 170 CV e 260 Nm (280 con Overboost), motore destinato a sostituire su tutta la gamma l’attuale 1.600 Turbo. Abbinato ad un manuale a sei marce dagli innesti morbidi e come vedremo abbastanza precisi, il propulsore ha mostrato doti di elasticità non comuni grazie al 90% della coppia massima già disponibile da 1.500 giri/min. La Cascada si lascia guidare nel traffico senza dover continuamente ricorrere al cambio, coccola gli occupanti tenendo all’esterno fastidiose turbolenze e filtrando in maniera efficace le asperità. Nessun rumore sgradevole proviene dalle parti mobili, l’impressione è di una macchina solida e pronta a battersi con le migliori del segmento. Fonte di qualche preoccupazione è stato solo il montante sinistro del parabrezza, il cui spessore in alcuni frangenti toglie un po’ di visibilità nelle svolte. Uscendo dalle mura urbane per entrare in autostrada, questa nuova cabriolet ha mostrato le sue doti da viaggiatrice derivanti anche dal passo vicino a quello della Insigna. A tetto chiuso l’insonorizzazione è di buon livello, mentre quando è abbassato l’aria e il relativo rumore non diventano mai particolarmente fastidiosi se ci si mantiene entro le velocità da codice. Volendo è possibile montare anche il wind stop, grazie al quale la situazione dovrebbe ulteriormente migliorare.
“Sull’asse anteriore, Cascada monta la migliore tecnologia telaistica Opel con sospensioni HiPerStrut (High Performance Strut), originariamente sviluppate per Insignia OPC. La sospensione HiPerStrut separa le funzioni di smorzamento e di sterzata, garantendo una trazione ottimale e massima precisione nelle curve, oltre che una ridotta interferenza della coppia sullo sterzo e una maggiore aderenza su qualsiasi fondo stradale. Opel Cascada è dotata di servosterzo elettrico a pignone e cremagliera con dispositivo di assistenza con sensori di velocità. Per aumentare la precisione e la risposta diretta dello sterzo, il motorino elettrico è montato sulla cremagliera invece che alla base del piantone dello sterzo.” Dopo aver letto queste parole della cartella stampa, presi da irrefrenabile curiosità ci siamo lanciati sulle montagne che sovrastano Monte Carlo alla ricerca degli asfalti protagonisti del rally omonimo. Come facilmente intuibile visti il peso e le dimensioni, la Cascada non ama essere maltrattata su strade troppo strette e tortuose. Meglio sfruttare carreggiate larghe e curve ad ampio raggio godendosi non solo la fiducia che il telaio infonde trovando subito il giusto appoggio, ma anche il feeling trasmesso da uno sterzo preciso e pesante quanto basta. Il motore ha inoltre un tiro molto lineare, meglio lasciarlo sfogare sul lungo piuttosto che chiedergli accelerazioni violente. Ad ulteriore conferma c’è poi il cambio che proprio non adora essere maltrattato, pena qualche impuntamento di troppo quando si cercano passaggi di marcia veloci.


Una premium in saldo
Arriviamo infine al capitolo prezzi, spesso nota dolente di queste vetture. La Opel Cascada arriverà in Italia con due motori benzina e due diesel, con potenze da 120 a 195 cavalli. Si parte dal 1.4 Turbo (120 CV) a 29.400 € per arrivare ai 34.400 € per la 2.0 BiTurbo CDTI (195 CV), passando per i 32.400 € del 1.6 SIDI (170 CV) e del 2.0 CDTI (165 CV). I più maligni dicono che per essere considerata “premium” alla Cascada manchi il marchio, ma i più furbi che decidono di aprire gli occhi potrebbero trovarsi tra le mani una vettura davvero ben fatta. Se siete alla ricerca di una cabriolet di questa fascia, la Opel Cascada merita di essere tenuta in considerazione. Attendiamo di poterla provare con più calma, ma a prima vista la Cascada ci ha piacevolmente colpiti.

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Foto di Alessandro Altavilla

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