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Auto elettrica: tagliandi, manutenzione e accessori fondamentali

Tempo di lettura: 4 minuti

La manutenzione della propria auto è elemento fondamentale per allungarle la vita. Ma ha senso fare un tagliando periodico anche ad una vettura BEV? Come cambia il classico ‘tagliando’ rispetto alle auto convenzionali? E soprattutto, quali sono i costi?

Ci sono voluti diversi anni per capirne le potenzialità ma oggi le auto elettriche cominciano a trovare sempre più spazio negli interessi di molti automobilisti. Vediamo come manutenerle…

Meno parti mobili soggette ad usura

Partiamo da un’ovvietà, che però spesso sfugge: per come è composta un’auto elettrica rispetto ad una convenzionale, la manutenzione è gioco forza meno ‘invasiva’. Basta seguire il buon senso: le automobili totalmente elettriche hanno un ‘cuore’ composto da molti meno pezzi rispetto alle sorelle a combustione e quindi sono meno soggette a guasti puramente meccanici.
Non dispongono infatti di tutta una serie di apparecchiature necessarie al corretto funzionamento di un motore endotermico, perché i propulsori non richiedono sostituzione di candeleiniettori o filtri, nello specifico dell’aria, del combustibile e dell’olio lubrificante. Dopotutto le EV sviluppano una minima quantità di calore, quindi i sistemi lubrificanti o di raffreddamento e relativi fluidi circolanti sono meno complessi o non esistono.
Il sistema di trasmissione è molto semplificato, non c’è la frizione e mancano le cinghie. L’impianto frenante poi ha vita molto più lunga, grazie alla frenata rigenerativa che salvaguardia quasi del tutto le pastiglie.

In sostanza, la manutenzione ordinaria di una EV è quasi nulla: quello che va sempre tenuto sott’occhio sono ‘solo’ lo stato degli pneumatici, dei fari, dei freni, delle spazzole tergicristalli e il comparto elettronico, che, essendo spesso sofisticato, richiede attenzioni mirate e programmate. Tutto ciò comporta un risparmio già in partenza di rilievo, che si arricchisce del mancato costo del “pieno”, di cui l’auto elettrica non necessita per muoversi.

Batteria alto voltaggio… quanto mi costi

Necessita però delle batterie. E qui tocchiamo l’unico tasto dolente vero in fatto di risparmio nella manutenzione: tralasciando il fatto che sono spesso ingombranti, pesanti e limitate nella carica, le batterie hanno costi ancora molto elevati. È vero che non ne è prevista la sostituzione, ma in caso di guasto il conto della riparazione risulta salatissimo.

Molte case costruttrici stanno studiando soluzioni tecnologiche per ovviare al problema, nel frattempo qualcuna adotta operazioni di marketing per farvi fronte, come noleggi e promozioni.

Tra queste, la possibilità di acquistare EV con molti anni di garanzia a copertura delle batterie oppure, come ad esempio propone Renault, la vendita dell’auto senza accumulatori, da noleggiare a costi relativamente contenuti e portare ad esaurimento, così da rendere più appetibile l’acquisto e sollevare il proprietario dall’onere dell’eventuale sostituzione del pacco batterie.

Per quanto intelligenti, queste soluzioni sono comunque estemporanee e provvisorie, almeno finché il problema spinoso delle batterie non trovi una conclusione soddisfacente.

Quindi il tagliando di un’auto elettrica costa meno?

Dunque, fare un primo check up alla propria EV comporta un risparmio netto notevole. La conferma arriva anche dall’Institut für Automobilwirtschaft (IFA), istituto tedesco che ha svolto uno studio preciso sui costi delle auto tradizionali e quelli delle elettriche: considerando di percorrere 8.000 km l’anno per 8 anni, l’auto convenzionale ha un costo medio per la manutenzione di 3.650 euro complessivi; una equivalente, ma elettrica, di 2.350 euro, ovvero il 35% in meno.

Qualche esempio: la e-Golf è l’elettrica più economica (445 euro in 6 anni), mentre la Tesla Model S risulta la più costosa (3.975 euro). Tra i vari modelli, la Jaguar I-Pace è quella che riesce maggiormente a contenere i costi di manutenzione, «arrivando addirittura al 75% in meno rispetto alla Jaguar F-Pace», rileva l’associazione.

In linea di massima tutte le case consigliano di fare il “tagliando” di una BEV ogni 12 mesi oppure dopo 15.000-20.000 km (a seconda di cosa si verifica prima) se si vuole mantenere le prestazioni del veicolo al massimo livello. Per 9 auto elettriche su 10 è previsto, infatti, un tagliando ogni anno a intervalli variabili da 15/20/30 mila km a seconda del Costruttore. A questo proposito, il basso chilometraggio percorso dalle auto a zero impatto ambientale rende necessaria comunque una manutenzione programmata annuale per la sostituzione di alcune parti come il filtro abitacolo/antipolline e i classici controlli con strumenti di diagnostica.

Una soluzione che viene spesso adottata e promossa dalle concessionarie (anche se va detto, non sempre è consigliata) è quella dei pacchetti di manutenzione, che non sono altro che accordi anticipati con il cliente per effettuare le ispezioni annuali per più anni a prezzo scontato. Un modo per risparmiare, con la garanzia di avere sempre ricambi e liquidi originali.

Auto elettrica e manutenzione: chi si occupa degli interventi?

Per le riparazioni, in termini generali le case si sono attrezzate con servizi completamente in-house presso i riparatori ufficiali. Stanno comunque crescendo anche le competenze di riparatori indipendenti. Molti operatori stanno lavorando sulla formazione di meccatronici per colmare un gap occupazionale, anche in ottica di sviluppo futuro della mobilità elettrica nel nostro Paese.

Insomma lavorare su un’auto elettrica non è facile e l’officina deve esser dotata di appositi strumenti per agire su componenti ad alta tensione. Occorre, oltre a partecipare ad appositi corsi ed abilitazioni, anche dotare l’officina di appositi attrezzi ideati per lavorare su componenti a 400 o 800 volt.

Ecco quindi alcuni suggerimenti per una dotazione completa e sicura sotto il punto di vista del pericolo di folgorazione.

Nelle auto elettriche esiste un connettore che permette di sganciare il circuito di alta tensione. Una volta effettuata questa operazione un secondo connettore permette di vedere se c’è rimasta tensione residua nel circuito collegando un apposito tester o multimetro. Anche una pinza amperometrica può tornare utile per capire se c’è un assorbimento di corrente.

Una volta verificata l’assenza di corrente ogni operatore deve sempre agire con strumenti adeguati e isolati come cacciaviti isolati 1000V, pinze e tronchesi isolate, chiavi anch’esse isolate.

E’ buona norma lavorare su un tappetino isolante e recintare l’area di lavoro con catenelle e appositi cartelli. In questo caso sconsigliamo ogni operazione fai da te. La manutenzione “casalinga” su auto elettriche è possibile solo per quei componenti standard comuni ad autovetture termiche come tergicristalli, pneumatici, batteria 12v, pastiglie dei freni, filtro antipolline, ecc..

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