mercoledì, 21 novembre 2018 - 8:33

DS 7 Crossback | Prova su strada

Tempo di lettura: 5 minuti.

Da pochi mesi anche DS ha la sua interpretazione di SUV, la DS 7 Crossback, prima di una serie di SUV – è stata presentata di recente la DS 3 Crossback – che saranno firmati dal Marchio francese.

Per dimensioni, la DS 7 Crossback si pone come via di mezzo tra le “sorelle” Peugeot 3008 e 5008, ma sbaraglia la concorrenza di entrambe per quanto riguarda il look e la dotazione tecnologica, fuori dagli schemi convenzionali.

Dopo aver conquistato il premio di Auto Europa 2019, abbiamo deciso di provarla per scoprire quali sono gli ingredienti che le hanno permesso di vincere questo ambito premio.

Design: una vera e propria “Opéra”

Come accennato in precedenza, le dimensioni leggermente più grandi del classico C-SUV (4,57, 1,89 e 1,62 metri rispettivamente in lunghezza, larghezza e altezza) le permettono di porsi a metà tra due segmenti, ma il focus degli uomini DS è stato chiaramente sull’aspetto degli esterni e degli interni.

Infatti, la DS 7 Crossback colpisce fin dal primo sguardo. Il design è ricco di elementi distintivi ma, a volte, può sembrare un po’ troppo “carica”. In ogni caso il carattere non le manca di certo, soprattutto nella versione da noi provata, praticamente full optional.

Il frontale DS Wings a sviluppo verticale propone un’elegante calandra a forma esagonale, sfaccettata come un diamante, nella quale hanno fatto il loro debutto i DS Active LED Vision, così particolari da illuminarsi di viola per dare il benvenuto e in grado di ruotare di 180°, creando un effetto unico nel suo genere. Un effetto esaltato dalle luci diurne a LED, disposte verticalmente, e dalla tecnologia che si nasconde dietro i proiettori, ovvero sei modalità di illuminazione della strada che variano a seconda delle condizioni di guida.

Tanto spettacolari quanto quelli anteriori e forse ancora più eleganti, i fari posteriori, dotati della tecnologia a incisione a laser 3D Full LED, realizzati utilizzando una lavorazione tridimensionale a forma di scaglie luminose. Non piace, invece, il doppio finto scarico al posteriore, triste moda quanto mai in voga nel mondo automotive.

Gruppi ottici futuristici e un design complessivo molto “carico” di carattere

Nel complesso il risultato è sicuramente d’impatto, molte delle scelte stilistiche possono piacere o meno, sicuramente la volontà di inserire così tante cromature rende più “sensazionale” il design, con superfici, però, meno facili da tenere pulite. L’abbinamento con il colore Oro Bizantino e con i cerchi Tokyo da 20” rende il tutto ancora più accattivante, ma sicuramente più impegnativo.

Se possibile, gli interni della DS 7 Crossback sono ancora più ricercati e particolari rispetto agli esterni, soprattutto nell’ambiente Opera Art Basalt (5.900 euro), il top di gamma. Non appena si entra nell’abitacolo, ci si trova in un salotto di alta moda in piccolo, avvalorato dalle ultime tecnologie presenti sui SUV PSA. Due gli schermi, entrambi da 12”, uno al centro della plancia, più grande di quello che troviamo su 3008 e 5008, l’altro dietro il volante, con la sua funzione di quadro strumenti e una grande possibilità di personalizzazione, replica di quelli già visti sugli altri modelli del Gruppo, ma con interfacce diverse.

Quello che caratterizza la DS 7 Crossback è però l’attenzione al dettaglio. Dettaglio che nell’abitacolo del SUV francese è ovunque, dalle impunture decorative a forma di perla, alla lavorazione della pelle a cinturino, passando per pulsanti e bocchette d’aria, tutti con forme che riprendono la trama del logo DS. Peccato per alcune plastiche, soprattutto nella zona inferiore al cambio, che non sono all’altezza della situazione, per rigidezza e fattura.

Tanti dettagli e un sistema di due display di grandi dimensioni caratterizzano l’abitacolo

Nota di merito quanto mai necessaria per l’orologio B.R.M Chronographes R180 (disponibile per gli ambienti interno Rivoli e Opera) che si nasconde nella plancia svelandosi solo all’accensione della vettura.

Molto buona l’abitabilità posteriore, anche per 5 persone, così come la capacità del bagagliaio: 555 litri che diventano 1.752 a divanetto abbattuto.

Alla guida della DS 7 Crossback BlueHDi 180 CV EAT8: sempre in “comfort zone”, ma con brio

Il motore abbinato a questa DS 7 Crossback è sempre brioso, il che si traduce in un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,9 secondi e una velocità massima di 215 km/h.

I 180 CV e 400 Nm di coppia di questo 2.0 BlueHDi sono garanzia di una bella risposta quando si preme l’acceleratore, nonostante ci siano quasi 1.700 kg da spingere. L’EAT8, il cambio automatico con convertitore di coppia di produzione Aisin, è reattivo, abbastanza intuitivo in città e rapido, soprattutto se utilizzato con i paddle al volante.

A differenza della “sorella minore” 3008, però, la DS 7 Crossback preferisce viaggiare sempre in relax e si capisce fin da subito che non le piace affrontare le curve tutte d’un fiato, come ben sa fare il SUV di Casa Peugeot. Nonostante, infatti, condivida la piattaforma EMP2, dimensioni e peso maggiori, oltre alle tarature di sterzo (senza contare che qui il piccolo volante del l’i-cockpit non c’è) e assetto differenti, si sentono nella guida più allegra.

D’altro canto il comfort è padrone di casa. Le buche, i terreni sconnessi e qualsiasi avvallamento dell’asfalto non rappresentano mai un problema, nonostante i cerchi da 20”, e questo è merito anche del DS Active Scan Supension, il sistema che, attraverso una telecamera che scandaglia la strada, in tempo reale, regola la taratura di ognuna delle singole sospensioni e ammortizzatori.

Manca la trazione integrale, ma la DS 7 Crossback propone tante frecce al suo arco anche nella dinamica di guida

Cosa le manca? Solamente la trazione integrale, che arriverà con la versione e-Tense ibrida con motore al posteriore.

Se in città la DS 7 si rivela abbastanza agile, un altro habitat ideale per lei è l’autostrada, dove si macinano chilometri in silenzio, coadiuvati dall’ottimo sistema DS Connected Pilot, che combina l’Adaptive Cruise Control con il Lane Keeping Assist che vi tiene dentro le linee di carreggiata. Un sistema intelligente e comodo, che funziona da 0 a 180 km/h e che permette di saggiare le prime doti di guida autonoma del Gruppo PSA. La guida autostradale è completata da consumi dichiarati nel ciclo misto pari a 4,9 l/100 km, che nella realtà sono leggermente più alti (siamo sui 7 l/100 km nel ciclo combinato), ma che comunque assecondano l’utilizzo a 360 gradi di questa vettura.

Merita una menzione, poiché molto interessante e rarissimo su questa categoria di vetture, il DS Night Vision, che si avvale di una telecamera a infrarossi che rileva pedoni e animali fino a 100 metri di distanza nelle ore notturne, una tecnologia che vediamo solo su auto premium a prezzi nettamente superiori.

il 2.0 BlueHDi 180 CV con cambio automatico EAT8 assicura grande brio, ma la guida è sempre votata al comfort

Prezzo e concorrenti

La DS 7 Crossback parte dal prezzo 31.500 euro nella versione So Chic BlueHDi 130 CV, mentre la nostra motorizzazione, abbinata all’allestimento Gran Chic, parte da 41.350 euro.

Molti gli accessori a pagamento che dotano la DS 7 Crossback per un totale di quasi 14.000 euro di optional. Tra questi troviamo il colore Oro Bizantino (700 euro), l’ispirazione DS Opera Art Basalt (5.900 euro), i cerchi in lega da 20” Tokyo (700 euro), il Pack DS Night Vision (1.500 euro), il Pack Pilot Connected con fari LED Active Vision e Advance Safety pack (1.700 euro), il Pack Lounge con clima bizona, luci lounge e sistema Hi-Fi Focal (1.700 euro), sedili massaggianti (300 euro), tetto panoramico apribile (1.100 euro) e pedaliera in alluminio (50 euro). Il prezzo finale della DS 7 Crossback da noi provata arriva a circa 55.000 euro, non pochi se consideriamo il punto di partenza.

Il risultato però è una vettura davvero ricca di accessori, capace di competere con molti brand premium, soprattutto se si guarda in terra tedesca. Tra questi troviamo, Audi Q3 e BMW X1, oltre a Jaguar E-Pace e Volvo XC40, anche se le dimensioni la fanno trovare in una via di mezzo “pericolosa” anche per Q5, Stelvio, X3 e molti altri D-SUV.

Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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