venerdì, 18 Gennaio 2019 - 23:23

Jeep Grand Cherokee TrackHawk | Prova su strada

Tempo di lettura: 6 minuti.

Il SUV più potente al mondo. Bastano poche, pochissime, parole per introdurre la Jeep Grand Cherokee TrackHawk in maniera chiara e inequivocabile.

In realtà c’è molto da raccontare riguardo questa nuova Grand Cherokee alimentata con il più americano dei motori sotto il cofano, il 6.2 HEMI da 710 cavalli, ma andiamo con ordine. Ecco la nostra prova della Jeep Grand Cherokee TrackHawk.

Design Jeep Grand Cherokee TrackHawk: pronta a fare a pugni

Se la SRT da 468 CV vi sembrava cattiva, la TrackHawk ha aggiunto quella dose di aggressività, attraverso alcuni elementi che la rendono ancora più prepotente.

L’estetica però incontra la funzionalità, dove spiccano componenti funzionali e sportive, tra le quali i passaruota in tinta carrozzeria, il cofano scolpito dotato di doppio estrattore d’aria e il terminale di scarico quadruplo. Le dimensioni variano di pochi centimetri rispetto alla versione tradizionale, con una lunghezza di 4,84 m, una larghezza di 1,95 m e un’altezza di 1,74 m (6 cm in meno della versione più alta).

La classica griglia frontale a sette feritoie è affiancata da fari bi-xeno adattivi circondati da una cornice a LED e impreziositi da uno sfondo Gloss Black, così come per la parte inferiore della calandra. Spariscono i fendinebbia, in favore di altre prese d’aria che portano ulteriore respiro al 6.2 sovralimentato.

Un’estetica che non lascia spazio all’immaginazione: questa TrackHawk sprizza aggressività da tutte le parti

Lateralmente, oltre ai massicci muscoli che allargano la carrozzeria, svettano i nuovi cerchi Satin Black da 20” (1.000 euro), sotto i quali risaltano le inconfondibili pinze gialle a sei pistoncini dei freni Brembo, insieme alla scritta “Supercharged”, che compare sotto la nomenclatura delle portiere anteriori “Grand Cherokee” sulle porte anteriori.

Dietro, insieme ai quattro scarichi, risaltano le finiture in nero lucido e il logo “Trackhawk” sul portellone posteriore. Con la tinta Velvet Red (1.150 euro), uno dei più azzeccati nella gamma colori della Grand Cherokee, la vettura risulta ancora più affascinante, aggiungendo un tocco di eleganza al design.

Ispirati al mondo delle corse, gli interni della Jeep Grand Cherokee Trackhawk sono stati progettati per accogliere il guidatore in un ambiente sportivo, ma con un comfort degno di nota.

Confortevoli e sportivi gli interni, con inserti in fibra di carbonio e materiali di qualità in tutto l’abitacolo

L’abitacolo è dominato da materiali soft-touch di alta qualità, impreziositi da eleganti finiture Light Black Chrome e inserti in vera fibra di carbonio. La plancia presenta un quadro strumenti con display (DID) da 7” con tachimetro posto al centro. Il contachilometri, che arriva fino a 320 km/h, è situato sul lato sinistro del quadro strumenti. Nella console centrale si trova il nuovo sistema Uconnect con display da 8,4″ con Apple CarPlay e Android Auto, oltre che dell’esclusiva funzionalità Performance Pages che mostrano nell’immediato tutte le prestazioni della vettura.

Di serie anche i sedili in pelle Nappa con inserti in camoscio e logo “Trackhawk” ricamato, le finiture in metallo Premium Metal e il rivestimento premium del tetto. Il quadro strumenti, le porte, la console centrale e il bracciolo sono rivestiti in pelle con cuciture a vista, mentre i tappetini riportano il logo Trackhawk.

Sempre dal lato tecnologico è presente un Entertainment Center con doppio schermo e lettore Blu-Ray per i sedili posteriori e due diversi impianti audio, tra cui il sistema Harman Kardon da 825 Watt, dotato di 19 altoparlanti e due subwoofer. Sempre dal punto di vista del piacere per il nostro udito, per eliminare i fastidiosi rumori esterni e lasciare all’interno dell’abitacolo il piacevole sound del 6.2 da 710 cavalli, è presente, come sulla SRT, l’Active Noise Cancellation.

Alla guida della Jeep Grand Cherokee TrackHawk da 710 CV: un mostro da domare

La Jeep Grand Cherokee TrackHawk è dotata del motore 6.2 HEMI che eroga 710 cavalli (522 kW a libretto) e 868 Nm di coppia. Abbinata al cambio automatico a 8 rapporti TorqueFlite potenziato. Per il SUV più potente al mondo, si parla di prestazioni altrettanto intriganti: lo 0 a 100 km/h viene coperto in 3,7 secondi (0,1 s in meno dello Stelvio Quadrifoglio) e di 290 km/h di velocità massima, con il quarto di miglio coperto in 11,6 secondi.

Una volta trovata la posizione di guida ideale sui grandi e comodi sedili, è ora di svegliare il mostro. Con un borbottio soddisfacente se sentito da fuori, ma molto ben insonorizzato all’interno dell’abitacolo, la TrachHawk si mette in moto ed è pronta a partire.

La spinta dei 710 CV è impressionante. Affondare il piede sul gas è una vera goduria, ma servono ampi spazi per poterlo fare

Servono rettilinei lunghi, in stile americano, per lanciare la vettura, che si esalta grazie a una spinta impressionante e a un allungo altrettanto notevole. Lo spunto è devastante, soprattutto ai bassi regimi, e questo è merito del compressore volumetrico, che regala potenza fin da subito. Alla prima accelerazione vi sentirete a bordo di una vettura da drag race, tale è l’effettivo coinvolgimento nel salire di velocità, complice anche l’inerzia del corpo vettura, che sembra quasi impennare ad ogni affondo sul gas. Un mix tra un’auto da corsa e un bolide americano alla Fast&Furious.

Impressionante il launch control, accompagnato da motore e cambio che ad ogni passaggio di marcia (solo 168 millisecondi per salire di rapporto) tira delle fucilate che sembra di essere in un campo di battaglia. La sensazione, ad ogni cambiata, è da “vecchia scuola”, la vettura viene quasi destabilizzata, ma la sensazione che si prova è fenomenale.

La trazione integrale è votata alla sportività e garantisce una motricità molto buona, anche se gestire una potenza tale mette in crisi anche i migliori 4×4, soprattutto se impostiamo il selettore di guida in modalità Track, la più sportiva, che garantisce una ripartizione della coppia 30:70, con una prevalenza notevole per l’asse posteriore. In Sport in uscita di curva la TrackHawk si intraversa abbastanza facilmente, ma i controlli, molto attenti, intervengono subito, tagliando la potenza e rimettendo le cose al loro posto. Passando in Track, invece, bisogna fare particolare attenzione perché molto dipende dalla vostra reattività nel correggere la traiettoria.

Considerando il fatto che stiamo parlando di un SUV l’assetto è buono, ma i limiti che impongono il peso e le leggi della fisica penalizzano molto il comportamento nel misto stretto, con il sottosterzo da evitare in ingresso di curva, e con i movimenti di cassa da prevedere in anticipo. Sì, perché il rollio è molto diminuito rispetto alle versioni “normali” e questo è merito anche delle sospensioni adattive della Bilstein, ma bisogna considerare i 2.500 kg di peso, contro i quali non si possono fare particolari miracoli. In ogni caso ci si diverte, e anche tanto, in una bella strada di montagna, perché la TH è talmente potente e veloce, che non vi interesserà neanche un po’ delle sue imperfezioni in ingresso o in uscita di curva: tutto fa parte dell’esperienza.

Anche lo sterzo non soddisfa appieno, infatti, si rivela poco preciso, non tanto per la demoltiplicazione, ma perché regala poco feedback e non ha la giusta consistenza. Bene, invece, l’ergonomia del volante, grazie a una impugnatura spessa e appagante.

Nonostante la poca precisione di alcuni elementi è difficile, se non impossibile, scendere da questa vettura senza un bel sorriso

Se consideriamo ancora una volta il peso della Grand Cherokee TrackHawk la frenata è superlativa, ma attenzione che le pinze Brembo, con dischi anteriori da 400 mm, non possono fare miracoli, affaticandosi in fretta se si mantiene un’andatura molto allegra.

Tornando al sound, questo è molto appagante e coinvolgente. Avremmo preferito qualche nota più cattiva ai bassi e quando la vettura è ferma al minimo, ma nel complesso si tratta di una sonorità molto “sincera”.

Lato sicurezza, la nuova Jeep Grand Cherokee Trackhawk offre più di 65 sistemi dedicati, tra cui il Cruise Control adattivo con funzione di arresto, il sistema avanzato di assistenza alla frenata, il sistema di monitoraggio angoli ciechi con Rear Cross Path Detection, il Forward Collision Warning con Crash Mitigation, l’assistenza al parcheggio anteriore e posteriore, il Lane Departure Warning-Plus e il Ready Alert Braking, il dispositivo Trailer Hitch Camera View at Speed, che consente di controllare il rimorchio, utilizzando la telecamera installata posteriormente, quando la vettura è in movimento. Per tutti i dettagli tecnici vi invitiamo a leggere il nostro focus tecnico sulla Grand Cherokee TrackHawk, effettuato dal nostro ingegnere.

Infine, i consumi sono una nota piuttosto dolente, a causa di un dato che sfiora i 3 km/l quando si esagera con l’acceleratore. Andando in maniera cauta e attenta si riesce a stare sui 4-5 l/100 km, ma è più difficile di quanto si creda essere delicati quando si hanno 710 CV sotto mano, o meglio sotto il piede.

Prezzi e concorrenti: un rapporto cavalli/prezzo degno di nota

La Jeep Grand Cherokee TrackHawk parte dal prezzo di 128.000 euro. La dotazione di serie è praticamente completa e vede, tra gli altri accessori, Adaptive Cruise Control, Climatizzatore automatico bi-zona, Differenziale posteriore elettronico a slittamento limitato (ELSD), Impianto Audio Harman Kardon con 9 diffusori, amplificatore 825W e subwoofer, Pirelli 295/45ZR20, Retrocamera Park View, Sistema Keyless Enter-N-Go, Sistema di gestione della trazione Selec-Track, Sistema di trazione integrale Quadra-trac active on demand, Technology Group: Adaptive Cruise Control, Forward Collision, Blind Spot Detection, ass. parcheggio, UConnect touch display da 8.4” con Navigatore, tetto apribile e volante riscaldato.

La versione da noi provata sale di poco per via della colorazione Red Velvet e dei cerchi in lega Satin Black da 20”, arrivando al prezzo di 130.150 euro.

Se scindiamo la cifra nel rapporto prezzo per cavallo si ottiene l’interessante cifra di circa 180 euro a cavallo. Per farsi un’idea sul rapporto basti pensare che la Lamborghini Urus, unico SUV in competizione con la TH, costa 320 euro/CV, mentre una delle più basse di tutte è la Ford Mustang che costa circa 95 euro a cavallo.

Anche se la potenza non è paragonabile ad altre concorrenti, sono da prendere in considerazione anche altre competitor, come la BMW X5M, la GLE 63 AMG, la Porsche Cayenne, ma anche Levante o Stelvio.

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Autore: Guido Casetta

Laureato in Scienze Politiche, sono cresciuto a pane e automobili. Scrivo per professione, guido per passione!

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