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Mercedes C 300 de SW | Prova su strada, interni, prezzi e come va

Tempo di lettura: 7 minuti

Mercedes C 300 de Station Wagon: abbiamo provato la versione ibrida Diesel della nuova generazione di wagon della Stella. Ecco com’è fatta, quanto consuma e come va nel nostro test drive.

Il modello più venduto della Casa della Stella si è rinnovato da appena un anno, dopo aver consegnato quasi 10 milioni di unità, dal lancio della 190, nel 1982, a oggi e dopo aver venduto più 400.000 mila Classe C nel solo 2017. Dopo il “classico” restyling di metà carriera, volto ad aggiornare i contenuti estetici e tecnologici della vettura, senza contare il rinnovamento importante delle motorizzazioni. Con questo maquillage la Mercedes Classe C cambia tanto: fino a 6.500 componenti, quasi il 50% di quelle totali. Inoltre in un’epoca di cambiamenti epocali per il mondo dell’auto, Mercedes scommette sull’abbinamento tra motore diesel ed elettrico, unica a provarci tra le vetture premium. Nasce così la Mercedes Classe C300de, ecco come va su strada la versione Station Wagon.

Design: nuovi fari e infotainment

Con il restyling della Classe C 2019, in tutti gli allestimenti è stato ridisegnato il paraurti anteriore, che dà un accento maggiormente sportivo agli esterni dei modelli berlina e station-wagon. Il paraurti anteriore presenta una modanatura decorativa (nelle versioni Executive o Business) o cromata. È nuova anche la parte inferiore del paraurti posteriore, con geometria, elementi decorativi e codini di scarico cromati.

La vera novità però sono i gruppi ottici della Classe C. Si parte dai fari a LED High Performance (a partire da Sport per le berline e le station wagon) e si arriva, prima volta per questa serie, ai fari Multibeam LED ovvero a matrice di led, con luce abbagliante Ultra Range, di serie su Premium e AMG. Anche le luci posteriori della Classe C cambiano, ammodernandosi nello stile. Le misure sono nella media del segmento: 4,702 metri per la lunghezza e 1,810 di larghezza, con un’altezza di 1,457 m. Il passo è di 284 cm, mentre il peso tocca i 1.955 kg dichiarati, non certo pochi, ma le componenti ibride son molte e la batteria è di grande capacità.

All’interno le novità sono principalmente tecnologiche. Oltre a nuovi colori per gli interni e qualche materiale inedito, infatti, debutta di serie la funzione di avviamento, con chiave e tasto Start & Stop ridisegnati, a pagamento il sistema Keyless. Dietro il volante, che propone i nuovi comandi a sfioramento Touch Control, direttamente mutuati dalle sorelle Classe A, E e CLS, arriva, a pagamento, il Widescreen Display, ovvero la strumentazione digitale TFT da 12,3”, basata sui tre classici stili di visualizzazione e dotato di tantissime funzioni, per una completezza veramente notevole.

Gli interni della Classe C restyling variano sostanzialmente per i nuovi schermi multimediali del Cluster TFT e del navigatore 3D. Il volante prende in prestito i comandi touch dalla “sorellona” Classe E.

Al centro della plancia c’è, invece, il display multimediale, proposto in due formati, il più grande ad alta definizione (1.920 x 720) con diagonale dello schermo da 10,25 pollici. Questo sistema rappresenta una garanzia per velocità e fattura, con il modulo di navigazione in 3D basato su disco fisso e con i comandi posizionati sul tunnel centrale. Stona l’assenza del sistema MBUX, non presente in questo restyling, ma in arrivo su tutta la gamma nei prossimi anni, con personalizzazioni ad hoc per ogni modello. Presente invece l’app Mercedes me con cui si può dialogare tra smartphone e auto, e che invia in SMS in caso di urto da parcheggio, traino o tentativo di effrazione.

Dentro si sta molto comodi in quattro, solo il quinto sente l’esigenza di più spazio per via del tunnel ingombrante e della seduta rigida. A richiesta pacchetto sedili Multicontour, che permette di regolare le imbottiture laterali e il supporto lombare con effetto massaggio. Purtroppo alle finiture di classe del bagagliaio si contrappone lo scomodo scalino sul fondo che forma la batteria: meno spazio e più grattacapi nel caricamento di oggetti voluminosi, specie per la nostra Wagon.

Alla guida della Mercedes C 300 de ibrida plug-in diesel: motore gagliardo e parco, assetto confortevole

La gamma della Classe C restyling si presenta con una serie di motori completamente nuovi. Si tratta della nuova generazione di quattro cilindri a benzina, EQ Boost con 48 volt o supporto ibrido ad alto voltaggio. Inoltre Mercedes è l’unica a puntare sull’ibrido plug-in abbinato al diesel, una scelta in controtendenza. dove il motore termico è un 4 cilindri 2.0 gasolio. Ad integrazione c’è un motore elettrico per le versioni 300 de (sia per la Classe C e Classe E, qui la nostra prova).

La C300de ibrida plug-in diesel, porta al debutto sul modello il 2.0, con un’unità elettrica disposta sul cambio 9G-Tronic. Il totale dei cavalli è di 306 per 700 Nm, ottenuti così: dal termico 194 CV e 400 Nm, dall’elettrico 122 CV e 440 Nm, non sommabili algebricamente.

Pertanto non manca la sportività e la robusta “schiena”, come dichiarano i dati su accelerazione, da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi e velocità massima autolimitata a 250 km/h, ma si capisce fin da subito che a questo motore piace macinare chilometri, principalmente in comfort e relax, accompagnati dai bassi consumi e da un serbatoio (di 66 litri) che assicura oltre 1.000 km di autonomia. L’OM 654 è un motore veramente eccezionale, capace di contrastare da solo la demonizzazione dei diesel, che a volte ha assunto toni grotteschi. Supportato dall’elettrico, che da solo sarebbe in grado di spingere l’auto a velocità autostradali (fino a 145km/h) e dal cambio a 9 rapporti, raggiunge l’apoteosi per quanto riguarda spinta ed economia di esercizio.

Un’auto “veloce”, sì, guardando le prestazioni, capace di “attaccare al sedile” anche affondando il piede a 120 chilometri orari, ma che si porta dietro un peso importante, che non può non far sentire la sua presenza tra le curve. Qui si fermano le sue velleità sportive, visto l’assetto “morbido” e l’inerzia del posteriore, appesantito della batteria, nei cambi di traiettoria. Si apprezza la sua grande efficienza, la silenziosità di marcia specie in puro elettrico, ma anche in termico (1.700 rpm a 130 km/h) e la possibilità di viaggiare solo in elettrico per una distanza considerevole, circa 35-40 km durante il nostro test: inutile dire che, a velocità autostradali, l’autonomia calerà drasticamente per lasciare poi spazio al solo motore termico.

Non è tanto la potenza combinata (306 CV) a farsi sentire, ma quanto i 700 Nm di coppia che spingono la Classe C con grande vigore. L’assetto però è piuttosto turistico e incline al comfort.

Vengono in aiuto, in tal senso, le quattro modalità di guida disponibili: Hybrid, e-Mode, e-Save (salvaguardia massima dell’energia elettrica disponibile) e Charge

In ogni caso, ad assecondare ogni velleità del guidatore ci pensa il Dynamic Select, che offre diversi programmi di marcia, capaci di modificare la risposta del motore, del cambio e dello sterzo. Il conducente può scegliere tra Eco, Comfort, Sport e Sport+, oltre a Individual. Di entrambe le modalità tra Sport e Sport+ non si sente grande esigenza, ne basterebbe una sola. Lo sterzo rimane sempre abbastanza morbido e poco sportivo, anche nelle modalità estreme, mentre l’assetto garantisce un buon mix tra tenuta di strada e comfort, ma il rollio è sempre evidente. Volendo si può avere in optional l’assetto Dynamic Body Control, che equipaggia la Mercedes Classe C con ammortizzatori attivi sull’asse anteriore e posteriore. La frenata è sempre pronta e mediamente modulabile (per un’ibrida), ma se sollecitata oltremisura tende ad allungare gli spazi, complice il peso oversize.

La Stella brilla per la sicurezza ed economia di esercizio

In elettrico è un piacere muoversi con questa Station Wagon con il classico sibilo che accompagna le vetture green, mentre bisogna prendere un po’ la mano (anzi il piede) con la frenata, che, essendo rigenerativa, va ricalibrata almeno per quanto riguarda la fase iniziale della corsa del pedale, senza contare il piede vellutato che conviene usare per massimizzare il rendimento dell’ibrido in quanto tale: accelerazioni brusche fanno perdere il senso di queste vetture che puntano tutto sull’efficienza, anche del guidatore. Ottimo però il radar ACC che “comanda” i gradi di rigenerazione: se ci troviamo una macchina in rallentamento davanti a noi, la frenata rigenerativa sarà maggiore, se la strada è libera la trasmissione metterà in funzione il “sailing”. Inoltre un segnale sul cluster invita ad alzare il piede dal “gas” all’appropinquarsi di una curva, una rotonda o quando c’è da rallentare.

Sul fronte ricarica, altro discorso fondamentale da affrontare davanti a una qualsiasi ibrida plug-in o elettrica, quest’ultima “impone” un tempo di circa 2 ore collegando il cavo di ricarica a una wallbox da 7,2 kW, installabile comodamente tra le mura domestiche. Altrimenti con circa 6 ore a disposizione potremo caricare completamente la batteria con una normale presa Schuko con circa 2,3 kW di assorbimento.

Il vano bagagli è molto curato. Peccato per lo scalino della batteria che toglie spazio utile. Sotto il vano è possibile riporre i cavi della ricarica, coperti in appositi sacchi con strip antiscivolo.

Sul fronte consumi, invece, la Classe E 300 de dovrebbe offrire il meglio oggi in circolazione, combinando due “pezzi da 90” come il diesel, parsimonioso per definizione, e l’elettrico, che semplicemente non consuma carburante. A patto di avere la batteria (da 13,5 kWh) carica e pronta all’uso i consumi sono irrisori, ma nel ciclo misto (quanto interviene il termico e in autostrada), siamo comunque su ottime medie: 19,6 km al litro.

La nuova Classe C propone, infine, anche tanti tra i più recenti sistemi di assistenza alla guida, alcuni opzionali, altri di serie. Tra questi troviamo l’Attention Assist, il sistema di riconoscimento automatico dei segnali stradali (che alle volte fa troppa confusione nel caso di svincoli), la Comunicazione Car-to-X, il sistema di assistenza attivo alla regolazione della distanza Distronic, il sistema di assistenza al parcheggio attivo, il Pacchetto sistemi di assistenza alla guida High-End, il Blind Spot Assist attivo, il sistema antisbandamento attivo (brusco nell’attivazione, un classico di Mercedes), il sistema di sterzata automatica, il sistema di assistenza alla frenata attivo, il sistema di assistenza attiva nella frenata di emergenza, il sistema di assistenza attiva al cambio di corsia e il Pre-Safe Plus.

Prezzi e concorrenti

La Mercedes C 300 de Station Wagon parte dal prezzo 53.386 euro, la versione Premium (+10.589 euro) oggetto della prova contiene tra gli altri i seguenti optional: luci d’ambiente e soglie porte illuminate, display completamente digitale sulla plancia, caricatore wireless, Sound System, fari anteriori full LED con Intelligent Light System e fari posteriori full LED, sedili anteriori riscaldabili elettricamente, navigatore multimediale COMAND Online, cerchi in lega leggera AMG da 18″ a 5 razze, assetto comfort, selettore AGILITY SELECT, Traffic Sign Assist, Apple CarPlay e Android Auto, pacchetto parcheggio con telecamera e sensori e Park Assist. Aggiungendo il colore metallizzato e il Pacchetto Assistenza alla guida (+2.562 euro), sfioriamo i 69 mila euro.

Tutti nuovi i fari LED a matrice, nella notte un valido aiuto su strade buie o con condizioni meteo avverse. Anche il design è molto curato.

Sono previsti importanti incentivi per le auto ibride che cambiano di regione in regione. Inoltre sono ben note le agevolazioni derivanti dal possesso di un’auto ibrida, tra le quali l’agevolazione sul bollo, l’accesso alle zone a traffico limitato, il parcheggio gratuito sulle strisce blu ecc.

A oggi, le concorrenti dirette di Classe E 300 de SW semplicemente non esistono. Nessuno infatti, anche tra i premium tedeschi, ha ancora deciso di scommettere su questa soluzione a gasolio. Tra le Station Wagon premium ibride plug-in a benzina troviamo la BMW 330e Touring e la Volvo V60 T8.

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