venerdì, 22 Marzo 2019 - 12:58

Suzuki Vitara 2019 | Prova su strada

Tempo di lettura: 6 minuti.

Da trent’anni Suzuki Vitara è sinonimo di SUV compatto in salsa giapponese. Prima che questo segmento esistesse, così come lo conosciamo oggi, la giapponese iniziava a lanciare mode che avrebbero fatto scuola da lì a una ventina d’anni. Proprio nell’anno dell’anniversario, che è appena passato, è arrivato il nuovo modello, la Suzuki Vitara 2019, rinnovata nei punti chiave per rimanere al passo coi tempi, che vuole confermare le 3,65 milioni di unità vendute nel mondo.

La vettura è basata sulla quarta generazione lanciata nel 2015. Si tratta quindi di un restyling che introduce, e questa è una delle grandi novità, il 1.0 Boosterjet già in voga su Swift e altri modelli del brand.

Design: un maquillage leggero

Stilisticamente la Suzuki Vitara 2019 presenta un frontale aggiornato con accenti cromati nella mascherina a cinque feritoie; un ulteriore elemento cromato nella parte inferiore della griglia dona al frontale un tocco di eleganza e, grazie al nuovo skid plate posto nella parte inferiore del paraurti, anche un aspetto dinamico. Dietro debuttano i nuovi gruppi ottici posteriori dal design 3D che adottano tre eleganti file di LED, per conferire al modello una firma luminosa ben distinguibile.

Dentro la Vitara aggiorna i materiali, ricorrendo a nuovi inserti soft touch, con la presenza di elementi color argento sulla plancia, sulle porte e sulla console centrale. Peccato per le plastiche superiori della plancia e delle portiere che restano sempre un po’ troppo rigide.

Il bracciolo centrale, con un pratico vano portaoggetti, è ora di serie su tutta la gamma.  Gli interni si basano su un caratteristico quadro strumenti ed una finitura a U attorno alla leva del cambio. I materiali del cruscotto e delle portiere sono in plastica rigida, ma ben assemblati, qualche plastica soft touch avrebbe reso l’ambiente più raffinato, ma meno funzionale, come tradizione giapponese. Le bocchette dell’aria di forma circolare e l’orologio analogico, con ideogrammi giapponesi a richiesta, rendono l’ambiente meno serioso. Decisamente datati e nascosti alla vista i pulsanti quadrati lato sinistro del volante, così come gli scomodi “spilli” di settaggio del trip computer da premere con il palmo della mano all’interno della corona del volante.

Una plancia semplice e pulita, con plastiche rigide, ma assemblaggi ben curati. Di serie infotaiment avanzato con display da 7″, tasto Start keyless e sedili anteriori riscaldati.

Il sistema di infotainment si compone di un Touch-screen da 7″ simile ad un tablet. Il dispositivo è dotato di radio, navigatore (ozionale) e il Mirror Link che permette di utilizzare le applicazioni del proprio smartphone direttamente sullo schermo della vettura, mentre il quadro strumenti supera in parte la grafica un po’ datata, grazie al sistema MY DRIVE, con LCD a colori da 4,2 pollici posto tra gli indicatori.

Lo spazio a bordo è generoso, considerate le misure contenute del veicolo (4,17 m x 1,77 m), e per un passo contenuto ai livelli di una Punto 2,5 m. In due sul divano posteriore si sta comodi, ma anche in tre, per brevi spostamenti, non è impossibile convivere. Davanti invece la posizione di giuda è comoda e sono ampie le regolazioni del volante, che si sposta di 36mm in avanti e 40 in verticale, unico neo i sedili poco profilati che non trattengono il corpo in curva. La posizione di guida rialzata consente di sentirsi subito a proprio agio e la visibilità è ottima, non penalizzata dagli esili montanti anteriori.

Generoso il bagagliaio, che ha una capacità di 375 litri con il sedile posteriore in posizione verticale, oppure 1120 con il divanetto completamente ripiegato.

Alla guida della Suzuki Vitara: il 1.4 Boosterjet dai consumi irrisori

Oltre al 1.0 tre cilindri Boosterjet da 112 cavalli, per la Suzuki Vitara 2019, rimane una conferma il 1.4 Boosterjet da 140 CV da noi provato. Entrambi i propulsori sono omologati secondo la nuova normativa Euro 6d-temp e testati secondo i nuovi e più severi standard di prova WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicle Test Procedure).

Il 1.4 BOOSTERJET Turbo è propulsore frutto di una progettazione totalmente nuova, con 140 CV, 220 Nm di coppia massima, permette prestazioni di tutto rispetto: 200 km/h di velocità massima e uno scatto capace di 0 a 100 km/h in 10,2 secondi. A sensazioni infatti il nuovo motore è brioso e pronto fin dai bassi regimi.

Il Cliente può scegliere, in base alle proprie preferenze di guida, tra cambio manuale (5 marce in abbinamento al 1.0 Boosterjet, 6 marce per il 1.4) o automatico 6 marce con comandi al volante (disponibile per entrambi i propulsori).  Noi abbiamo provato il 6 rapporti manuale, dagli innesti relativamente precisi, ma dalla corsa lunga.

L’assetto è ben frenato e non disdegna un percorso tortuoso, senza esagerazioni, smorzate comunque dai controlli elettronici solerti. Piace anche la spinta del 1.4 turbo, che si sorprende positivamente al capitolo consumi.

I consumi son stati la vera sorpresa del test: siamo riusciti a percorrere nel misto 14,5 km/l con un suv benzina 2WD. Pesando l’auto sulla bilancia abbiamo capito il motivo di quest’efficienza: il propulsore della Vitara si trova a muovere solo 1.280 kg, che per la categoria è record, se pensiamo che i suv analoghi si “trascinano” almeno un quintale aggiuntivo. Con “soli” 47 litri di serbatoio però si percorrono meno di 650 chilometri.

Tra le tortuose stradine la Suzuki Vitara 2019 è dimostrata agile, ma non sportiva, il rollio è contenuto, ma non assente, se si forza l’andatura i controlli tendono a frenare gli istinti pistaioli. Molto silenzioso il 1.4 turbo benzina, che trasmette qualche sussulto di troppo: in autostrada il comfort interno è di livello, con qualche fruscio a velocità sostenute. A 130 km/h il motore gira a 3mila giri, un valore coerente ai moderni turbobenzina manuali. I sedili sono comodi, anche se alla lunga potrebbero affaticare, ma l’aspetto che convince meno è l’assorbimento delle sconnessioni, soprattutto sul posteriore, nel complesso però i viaggi sono comunque confortevoli. Il volante alle alte velocità è fin troppo diretto: con il minimo movimento ci si sposta di corsia, occorre prestare attenzione.

In frenata il beccheggio c’è e si sente, ma non crea reazioni preoccupanti: i controlli son pronti per intervenire in caso di sbandata e lo spazio di arresto è ridotto per la categoria.

ADAS evoluti e volendo 4×4

La Suzuki Vitara 2019 è la prima Suzuki a montare sistemi di guida semi-autonoma, basati sul il Dual Sensor Brake Support (DSBS), che affianca il Radar Brake Support (RBS). La dotazione conferma la filosofia Suzuki: offrire di serie sui segmenti di grande diffusione le tecnologie più sofisticate che altri car maker propongono a pagamento o rendono disponibile solo su vetture di nicchia.

Per questo motivo, la Suzuki Vitara porta con sé nuovi ed evoluti sistemi di guida semi-autonoma che, come silenziosi copiloti, ci aiutano ad evitare gli incidenti in un numero sempre maggiore di circostanze, regalando così maggiore tranquillità nella vita di tutti i giorni.

Il Radar Brake Support (RBS), che impiega onde radar ad alta frequenza, è stato in parte sostituito dal sistema “attentofrena” basato sul DSBS. Il nuovo sistema utilizza in modo combinato una telecamera monoculare e un sistema radar con tecnologia laser che aggiunge la funzione di riconoscimento pedoni al sistema di frenata d’emergenza e ne ampia efficienza e portata.

Il sistema “guidadritto” monitora eventuali superamenti involontari delle linee di mezzeria e le uscite di strada, aiutando il guidatore a riportare la vettura sulla traiettoria corretta.

Il sistema “restasveglio” monitora invece la condotta del mezzo e riesce a capire se il guidatore si sta distraendo o se sta cadendo vittima di un colpo di sonno; in tali circostanze un segnale visivo e sonoro riporta l’attenzione del conducente sulla strada.

Una telecamera monoculare sul parabrezza e un radar frontale sono il cuore dei moderni sistemi ADAS di serie su tutte le versioni della Suzuki Vitara 2019 (tranne la Cool 2WD).

Il sistema “occhioallimite” riconosce i segnali stradali replicandoli nel quadro strumenti, in modo da ricordare sempre al guidatore i limiti e i divieti validi per il tratto di strada che sta percorrendo. Possono essere visualizzati fino a 3 segnali stradali contemporaneamente.

Il sistema “guardaspalle” monitora gli angoli ciechi alle spalle del guidatore. Quando un veicolo viene individuato, una luce a LED si attiva in prossimità dello specchietto retrovisore sul lato interessato. Se il guidatore attiva l’indicatore di svolta per cambiare corsia, la luce a LED inizia a lampeggiare, accompagnata da un segnale acustico.

Il sistema “vaipure” entra in funzione quando la vettura si sta spostando in retromarcia, fino a una velocità di 8 km/h. L’auto utilizza due sensori radar montati nella parte posteriore per assistere il pilota in manovra, per esempio all’uscita da un parcheggio a pettine, avvisandolo dell’eventuale sopraggiungere di altri mezzi su entrambi i lati.

Tutti questi dispositivi, insieme con il Cruise Control Adattativo, sono di serie per tutti i modelli, anche quello da noi provato, con la sola eccezione delle 2 versioni COOL 2WD manuale ed automatico.

Le versioni con cambio automatico con Cruise Control Adattativo sono inoltre dotate di funzione “Stop&Go”, che permette al Suzuki Vitara non solo di mantenere automaticamente la distanza di sicurezza dalla vettura che precede, ma anche, in caso di incolonnamenti, di portare la vettura al completo arresto per poi riprendere la regolare marcia in autonomia

Per le versioni 4WD Allgrip Select invece la tecnologia a bordo del SUV dà la possibilità al guidatore di scegliere tra quattro modalità di guida, da selezionare in base al terreno da affrontare: Auto, Sport, Snow e Lock. La centralina che gestisce il sistema adotta la strategia predittiva “feedforward”, per distribuire la coppia motrice tra le ruote.

Prezzi e concorrenti

Con il recente restyling sono tre gli allestimenti di serie: la base Cool, la più ricca Top, e la Starview, ovvero la Top con l’aggiunta del tetto in vetro.

Di serie, sulla entry level Cool, troviamo una dotazione già molto buona: clima automatico, schermo touchscreen 7”, Bluetooth, compatibilità MirroLink, videocamera posteriore, cruise control, sedili riscaldati, fendinebbia, vetri privacy, 7 airbag, bracciolo centrale con un vano portaoggetti.

Le versioni Top e Starview aggiungono: anabbaglianti LED con regolazione automatica dell’altezza, sedili in pelle scamosciata, sensori luce e pioggia, keyless start, keyless entry, scheda navigatore, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, orologio analogico centrale in plancia, retrovisori con ripiegamento elettrico. Su Starview, in aggiunta alla Top, è di serie il tetto apribile in vetro.

Semplice il disegno delle bocchette in plancia. Al centro svetta l’orologio digitale d’aspetto serioso.

I motori benzina sono due 1.0 Boosterjet 112cv e 1.4 Boosterjet 140cv, disponibili entrambi 2WD o 4WD con l’automatico in opzione sul più potente. Tolto l’unico diesel dal listino e per ora mancano anche motorizzazioni bifuel.

La Suzuki Vitara 2019 è ordinabile con prezzi di listino a partire da 20.980 euro per la 1.0 Boosterjet 2WD Cool MT. Il modello da noi provato 1.4 Boosterjet 2WD Top MT viene 24.420 €.

Le concorrenti più agguerrite sono la Hyundai Kona, la Kia Stonic, sua stretta parente, la Renault Captur, la Citroen C3 Aircross, la Peugeot 2008, la Fiat 500X e la Jeep Renegade, la Ford Ecosport, la Mazda CX-3, la Nissan Juke e l’Opel Crossland X.

Autore: Mauro Giacometti

Classe 88. Automotive Engineering. Mi piace la musica, ma… non quella bella, principalmente quella di cattivo gusto e che va di moda per poche settimane. Amo sciare, ma non di fondo: non voglio fare fatica. La mia auto ideale? Leggera, una via di mezzo tra una Clio Rs e una Lotus Elise. Ma turbo! Darei una gamba per possedere una “vecchia gloria” Integrale.

Potrebbe interessarti

DACIA Duster e FORD Ecosport

Dacia Duster VS Ford Ecosport | Prova comparata

Due SUV all’apparenza lontane tra loro, dimensioni differenti, prezzi distanziati, ma che sotto sotto si …